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domenica 10 settembre 2017

Piazza Vittorio... si stava meglio prima?

Dell'intervista di Arianna Finos al regista Abel Ferrara, che ha presentato a Venezia il suo documentario Piazza Vittorio, realizzato da abitante della piazza e non da turista, mi è rimasta in testa una frase tratta dal lavoro di Ferrara: "... ma si stava meglio prima" che avrebbero detto "due sorelle arrivate dal Sud sessant'anni fa".
La grandezza e la miseria di Piazza Vittorio sono raccolte in queste poche parole, forse la miseria e la grandezza di Roma.
Roma accoglie, forse accoglieva? Non rifiuta, dà spazio, a tutti. Sta poi a quei tutti trovare spazio e cosiddetta integrazione, autonomamente, perché è notorio che le istituzioni, le autorità, lo Stato insomma, non hanno mai prestato attenzione a questo aspetto, basti ricordare le mitiche borgate o i borghetti di Roma scomparsi solo con le giunte Argan e Petroselli. In quelle borgate c'era anche chi era arrivato a Roma sessant'anni fa o più, come le due signore del documentario. Ma quando dicono "si stava meglio" cosa intendono?
42 anni fa, nel 1975, ero a Piazza Vittorio e, se vogliamo, i prodromi della decadenza della Roma umbertina già si vedevano solo a volerli vedere, ma già da allora si preferiva nascondere la testa sotto la sabbia perché conveniva, soprattutto economicamente. Dalle finestre della casa che mi ospitava si vedeva un condominio da dove entravano ed uscivano decine di persone di colore, non come ora ma forse ancor più visibili visto l'ancora esigua presenza di stranieri nella capitale, entrare ed uscire. Tutti sapevano che in diversi appartamenti di quel condominio venivano alloggiati africani che pagavano prezzi esorbitanti per un posto letto, dormivano ammassati su brandine perché comunque era sempre meglio che fare la fame nel "continente nero" o morire per qualche assurda guerra mascherata dal tribalismo e che invece nascondeva interessi economici degli occidentali. Insomma non è cambiato nulla. Ma ai romani non interessava molto il perché e il percome della fuga, bastava che pagassero il loro posto letto e non rompessero troppo"li cojoni".
E poi vennero i cinesi, e vennero le chiusure dei negozi storici, uno su tutti Senepa in via dello Statuto, sostituiti da magazzini di merce varia che servono soprattutto ad approvvigionare i famosi "Vu cumprà" che tanto fastidio danno proprio a coloro che hanno dismesso negozi ed appartamenti per vendere ai cinesi che tanto pagavano bene e in contanti. E così il cerchio si chiude.
Allora cosa vuol dire "ma si stava meglio prima"? Si stava meglio perché non c'erano i "negri"? O i cinesi? O quando i treni arrivavano in orario? O sui giornali non c'era la cronaca nera e non c'era la delinquenza? O quando gli stupri si subivano ma non si denunciavano?
Quando si stava meglio?

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