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mercoledì 3 agosto 2016

Figli del Sud

Mi sono avvicinato a Io che amo solo te, di Luca Bianchini, edito da Mondadori 2013 263 pagine 16€, disponibile in diversi formati e prezzo, con una certa dose di prevenzione dovuta alle tante citazioni che apparivano sulle pagine Fb e che lo facevano sembrare il solito libro sdolcinato come se fosse un qualsiasi Harmony (esistono ancora?). D’altronde, la storia lasciava adito a qualche dubbio.

Chiara e Damiano si devono sposare in quel di Polignano a mare, siamo in Puglia e più precisamente nella Valle d’Itria. La storia si sviluppa in pochi giorni e segue la vita dei due promessi sposi e delle loro famiglie impegnati negli ultimi preparativi per il fatidico giorno, dove gli sposi devono essere belli e felici ad ogni costo e dove si deve dimostrare al paese intero la propria potenza – in questo caso quella della famiglia di Damiano – anche economica, e dove il kitsch è sempre in agguato. Ma la vita non sempre si svolge come vorremmo. Con il vento che all’improvviso si alza vengono fuori storie antiche che riguardano Ninella madre vedova di Chiara e di Nancy, perché suona meglio di Annunziata, e la sua famiglia; Don Mimì potente e ricco commerciante di patate e Orlando ventiquattrenne fratello minore dello sposo, chiacchierato nel paese perché gay; senza trascurare la First Lady Matilde moglie di don Mimì; il fotografo Vito e il truccatore Pascal. E ancora i dubbi, le paure, le tentazioni dell’ultima ora e altro ancora in un concatenarsi di situazioni che regalano al lettore diverse ore di piacevole straniamento dalle notizie tragiche che purtroppo si susseguono.


Da una trama se vogliamo banale, Bianchini riesce a trarre una storia godibile anche se un po’ prevedibile, piena di colpi di scena piccoli e grandi che dànno verve al racconto e strappano un sorriso più di una volta. Tenendo conto che l’autore è un uomo del Nord, riesce bene nel descrivere certe situazioni tipiche del nostro Sud senza mai scadere nel macchiettismo. Nemmeno quando affronta un tema serio, come l’avere un figlio gay. Lo fa con delicatezza e con poche parole come un padre del Sud, un po’ stereotipato, potrebbe realmente affrontare un argomento del genere. Forse il libro è venato da un eccesso di ottimismo, da un’apertura mentale dei figli rispetto alle storie segrete dei genitori un po’ difficile da trovare nella realtà, ma va bene così.

Un libro semplice che non vuole insegnare nulla ma riesce lo stesso a trasmettere alcuni segnali come il rispetto, l’amore fraterno e l’amore in generale. Bianchini con questo libro non cambierà la storia della letteratura italiana, però regalerà ore di svago a chi lo leggerà. Immaginatevi su una spiaggia pugliese, se di Polignano a Mare e con la statua di Domenico Modugno che vi sovrasta meglio ancora; sotto l’ombrellone, con il maestrale che soffia, con gli ulivi alle spalle e con lo splendido mare davanti, in sottofondo Sergio Endrigo e immergetevi nella lettura. Un tocco di leggerezza nel trattare vizi, virtù e luoghi comuni nella vita non fa male.

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