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giovedì 14 luglio 2016

Due libri per l'estate e non solo

Tra le pieghe della Storia con la maiuscola non mancano quelle considerate, forse sbagliando, storie minori, minori per gli altri ma non per chi le vive. E così Ida Verrei imbastisce due bei libri, Un, due, tre, stella! (2008, 140 pagine 14 €) e Le primavere di Vesna (2011 192 pagine 15 €), entrambi editi da Croce Libreria reperibili anche on line o nelle maggiori librerie.

Un, due, tre, stella! narra la vita di una bambina negli anni immediatamente successivi la Seconda Guerra mondiale, una bimba che non viene contesa ma semplicemente tolta alla madre e alla sorella minore dall’altro genitore forte del suo essere maschio e dalle carenze della legge italiana che di certo non difendeva i diritti delle donne nelle separazioni più o meno consensuali. La bambina, diventata ormai donna, rivive la sua vita e analizza, per quel che può, il suo vissuto, i rapporti con i genitori trasferitisi a Napoli al termine del conflitto e con la madre che con la crisi andrà a Genova vicino ai suoi genitori; con i parenti napoletani, famiglia benestante e attenta all’immagine, affettuosi, invadenti e anche opprimenti. La piccola Anna che vive sulla sua pelle la freddezza della nuova donna del padre, l’indecisione, la debolezza del padre che non sa proteggerla e che la userà come arma contro l’ex moglie. Ida Verrei narra questa storia con leggerezza senza scadere nel sentimentalismo e nell’autocommiserazione, perché si capisce che c’è del vero in quanto narrato, che pure sarebbe giustificata. Invece il libro scorre bene in un alternarsi di situazioni che si vorrebbe leggerlo tutto in una volta, arrivare fino alla fine per capire se Annarella riuscirà ad uscire indenne dalle prove a cui la vita la sottopone e se ormai adulta saprà analizzare la propria vita con la giusta dose di obiettività.

Eppure nella storia si sente che manca un pezzo. L’inizio dei rapporti tra i genitori e la cruda separazione. Si resta lì sospesi finché non si legge Le primavere di Vesna. Dal mare di Napoli e Genova ci si ritrova immersi nella neve della Slovenia dove i nonni di Anna si sono trasferiti per lavoro e così scopriamo la famiglia di Liana, che poi dovrebbe essere la madre di Anna, la sua crescita in una famiglia tutto sommato felice; il fascismo e la Resistenza slovena; la fuga quando i fascisti capiscono che la guerra è perduta; i giovani che scelgono i monti e quelli che dopo aver aderito al fascismo non sanno che cosa fare e rientrano nei ranghi. Il peregrinare porta Liana e la famiglia, cui si è aggiunto Giovanni, fragile amore cresciuto all’ombra dell’incertezza di quei giorni, che dismessa la divisa non ha le motivazioni per scegliere la montagna come il fratello di Liana, a Trieste, Venezia e infine a Napoli (la Liguria per i genitori di lei) dove Giovanni e Liana ormai sposi si trasferiscono. E qui troviamo ancora la bellezza del Golfo, il mare, i profumi che comunque non aiuteranno Liana ad ambientarsi anche perché non riceverà alcun aiuto da Giovanni che tornato tra le braccia di mammà si rinchiude in se stesso, trascura la moglie e allaccia una relazione con una compagna d’università. E qui mi fermo come al solito per non togliere ai lettori il piacere della scoperta.

Due bei libri, logicamente leggibili singolarmente, che ci calano nell’epoca e nell’ambiente con sapienza, dove la fantasia si mescola con la realtà formando un tutt’uno che dà gradevolezza alla storia nell’alternarsi di situazioni più o meno drammatiche. Comunque ben scritti.

1 commento:

Ernest ha detto...

davvero interessanti, storie nella storia