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lunedì 30 maggio 2016

Una donna è morta

Cosa potrebbero aggiungere le parole di un signor nessuno al dramma dell'ennesima donna ammazzata da un maschio padrone che non riesce a concepire che la storia d'amore (visto l'epilogo ho delle remore ad usare questo termine) avuta con la vittima sia finita? Nulla, non potrebbero aggiungere nulla essendo solo parole, avendole dette già più di una volta, avendole scritte e dette da altri meglio di quello che faccio io. 
 
 A cosa servono le parole se chi con le parole stesse ci lavora non riesce ad esprimersi senza cadere nei luoghi comuni per descrivere la vittima e che alimentano poi pericolosissime e aberranti posizioni nel gran vociare dei social network. 
 
A cosa servono le parole che gli utenti dei sn scrivono senza rispetto per la vittima, quasi a giustificare, a scusare, a capire l'assassino che ha ucciso con crudeltà una donna. A cosa servono le parole se da tutta questa storia, l'ennesima e non sarà nemmeno l'ultima, sta prendendo il sopravvento che la colpa sia di chi non si è fermato, di chi non ha capito, di chi è colpevolmente fuggito, che comunque sono a loro volta diventati complici. Il colpevole materialmente è uno, i complici non sono solo quelli che sono fuggiti dalle loro responsabilità, sono molti di più. La famiglia, le madri e i padri, i fratelli, gli uomini nella loro totalità, anche quelli che come me inorridiscono a certe notizie. E' la nostra società basata sulla sopraffazione, sul concetto di proprietà privata, sul concetto di donna come cosa propria di cui disporre e da cui non si può accettare l'abbandono. A cosa servono le parole al povero corpo bruciato come carta straccia per mano del solito uomo violento.

1 commento:

il monticiano ha detto...

A nulla, purtroppo.