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giovedì 14 aprile 2016

Vado a votare e voto sì



Noi di una certa età siamo cresciuti potendo scegliere per chi votare, per molti era un voto convinto, di adesione totale; per altri voto con il dubbio; altri ancora sceglievano di non seguire le indicazioni di partito ma comunque votavano la lista e si sceglievano i candidati nei quaranta che si presentavano. Poi iniziò l’epoca del voto utile che era quello che chiedeva il Pci per non disperdere i voti a sinistra. E la cosa mi irritava alquanto. Poi venne il voto del meno peggio per passare rapidamente al voto contro qualcuno che ancora ci portiamo dietro e chissà per quanto altro tempo ancora. Per quel che riguarda i referendum in alternativa al voto si proponeva di andare al mare pur di non votare. Ora si dice, si chiede espressamente di non andare a votare. E certo, i tempi sono cambiati e questo è quello che ci tocca sentire in barba al diritto dovere del voto.  Tanto di cappello agli anarchici che perlomeno sono chiari e diretti al riguardo.
Il 17 aprile si vota per il referendum delle trivelle (inutile polemizzare se è giusto qualificarlo così o meno, risparmiatevi la fatica di farmi la lezioncina, ancora sono in grado di leggere e capire, come tanti italiani) ma ho ancora qualche piccolo dubbio se esprimere un sì o un no ma con netta preferenza per il sì. Ma poi interviene il Grande Putto e i suoi capezzoni di turno che chiedono espressamente di non andare a votare in barba a tutti i richiami alla Costituzione che è stata stiracchiata a destra e sinistra come la pasta per la pizza al punto che qualcuno ci è rimasto attaccato fino al punto di stravolgerla, al diritto/dovere, alla partecipazione, alla condivisione delle scelte. Bene, io andrò a votare e voterò SI, così, tanto perché sia chiaro che al Grande Putto e alla sua ciurma non credo e non do nemmeno un minimo di buona fede. Voto sì perché si dovrà pur invertire la tendenza sull’utilizzo delle risorse energetiche. Voto sì perché mano libera alle grandi compagnie petrolifere non me la sento di dargliela.
Ma che fai, voti insieme con Grillo e Salvini? Sì, come voi votate da anni insieme a Berlusconi, Verdini, Alfano, Lupi e altri ancora secondo il bisogno. Quindi come minimo sulla compagnia siamo pari ma il problema non è con chi voto ma la sostanza del quesito referendario.

3 commenti:

Ernest ha detto...

esatto la sostanza del voto referendario che purtroppo viene dimenticata e dalla politica ostacolata perché far esprimere direttamente il popolo alla fine per la politica è un problema... poi dovremmo parlare ore ed ore del popolo che non si esprime mai ma questa è tutto un altro discorso... poi potremmo anche parlare del fatto che in un paese normale (oddio cosa ho detto) certe cose potrebbe dovrebbe risolverle la politica ma anche questo è un altro discorso
io voterò si e francamente che ci sia con me tizio o caio poco importa anche perché dall altra parte si salvi chi può
Io voto SI

il monticiano ha detto...

SI SI SI SI SI SI SI

nonno enio ha detto...

il problema è sempre il non voto, gli italiani facendo così hanno svuotato di contenuto anche il referendum