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martedì 22 marzo 2016

Siamo attori e spettatori di una tragica rappresentazione.

Ognuno di noi ha la sua particina e cerca di svolgerla al meglio. L’attentatore spara, piazza la bomba o si fa esplodere; l’incolpevole passante muore o resta ferito; i parenti, gli amici e anche gli sconosciuti piangono; la stampa parla e straparla, ci dice cose vere, ipotesi e ricostruzioni che verranno poi smentite e ci fa vedere immagini crude che ci sbattono la realtà dentro il piatto dove credevi di avere la pastasciutta; gli esperti (ma quanti sono?) escono dalle tane dove tanto hanno studiato e ci dicono delle ovvietà, ma a giochi di sangue ormai già fatti; gli anti-islamisti continuano a confondere l’Islam con il terrorismo; riappare la fallace Oriana Fallaci e il suo contraltare Tiziano Terzani; sui social si invoca il perdono di Dio con altrettanta frequenza con cui si invoca la sua maledizione; c’è chi prega per una guerra e chi per la pace; altri rispolverano la civiltà occidentale versus l’inciviltà orientale accomunando tutto il resto del mondo in un unico grande oriente senza distinzione, nemmeno di nord e sud; si chiedono esami di dissociazione per i lavoratori stranieri in Italia, come se un immigrato di fede islamica pro Isis viene a dire a te, a noi, che è d’accordo con gli attentati, come chiedere ad un mafioso di dire che lo sia. E purtroppo non mancano gli sciacalli.
Intanto nelle plaghe greche e nelle acque del Mare Nostrum c’è chi muore o sopravvive di stenti per fuggire da luoghi di guerra a cui noi occidentali non siamo per forza di cose estranei e il trattamento che a loro riserviamo è terra di coltura per nuovi disperati che vedranno nell’odio verso l’altro, occidentale o no, cristiano o musulmano, ebreo o ateo non conta, l’unico sbocco per la loro rabbia. E no, non dite perché gli italiani maltrattati all’estero non siano diventati terroristi e non abbiano sparato, non lo dite, pensate alla malavita che abbiamo esportato. Quella gente che affoga nel mare o nei fiumi, che muore di freddo, di fame o di malattia non deve essere merce di scambio e meno che meno con un governo liberticida e fortemente sospettato di doppiogiochismo. Quella gente ha bisogno di essere accolta , nutrita e curata per farne cittadini del mondo che potranno poi testimoniare l’uguaglianza, la fratellanza e la libertà di poter andare in cerca di fortuna, di migliori occasioni di vita nel mondo. La terra è nata senza frontiere, senza filo spinato, senza torrette. 
Sempre, o quasi, si tralascia che ai seminatori di morte non interessano le vittime, chi siano, chi amano e da chi siano amate, quale il loro Dio, la loro condizione economica o il colore della pelle. A loro interessa solo seminare il terrore, una vittima vale l’altra.

1 commento:

Ernest ha detto...

poi ci sono quelli che si fanno i selfie davanti alle ambasciate, davanti a muri o con assurdi terroristi