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martedì 1 marzo 2016

I figli so' piezz 'e core



Sono ricordi antichi quelli che mi sono tornati alla mente nel leggere le reazioni alla nascita del figlio di Vendola e a tutte le chiacchiere sull’adozione del figlio del partner per le coppie gay. Sono ricordi che riguardano la legge 194, la legge che regola l’aborto in Italia e largamente disattesa, ostacolata da medici e infermieri obiettori per motivi religiosi. Ricordo che nelle discussioni pre-approvazione della 194, nella mia ignoranza di giovane ancora infarcito di rimasugli di idee bigotte, clericali, mi trovavo in difficoltà nel propugnare una legge che regolasse l’aborto. Una legge che desse le stesse garanzie che potevano permettersi le donne abbienti che andavano all’estero, in cliniche specializzate piuttosto che ricorrere alle tristemente note mammane, per interrompere una gravidanza indesiderata o problematica. Non so se fu per mia riflessione, o perché indotto da qualcuno, ma ad un certo punto iniziai a dire che non ero d’accordo ma non vedevo il motivo per cui il mio dissenso dovesse privare le donne di una possibilità, in fin dei conti la legge non prevedeva l’obbligo di abortire ma l’eventualità di farlo per chi volesse. Eravamo giovani e in un paese di provincia democristiano fino nel profondo del midollo ma, e me ne faccio un vanto, qualcuno, anche tra i giovani compagni che subivano le tare di un’educazione cattolica,  il ragionamento faceva presa.

Ora mi sembra di ritrovarmi in quei tempi ormai lontani dove avevo ancora i capelli e non avevo la pancetta, ancora siamo qui a discutere condizionati dalla religione, dalle religioni, che troppo prepotentemente tentano di influenzare massicciamente la nostra vita. Una scelta personale, quella di credere o meno, che vorrebbe essere imposta a tutti, non obbligandoci ad andare a messa ma ostacolando leggi che non obbligano nessuno ma lasciano la libertà di scegliere ai singoli cosa fare della propria vita, a partire dalla libertà di chi amare e come amarlo.
Nessuno obbliga nessuno ad abortire, divorziare, adottare bambini del partner o meno e nessuno dovrebbe tentare di impormi il divieto di fare queste cose. E’ un semplice ragionamento di rispetto delle posizioni degli altri, di chi mi è vicino o lontano. Personalmente non ho mai chiesto a chi conosco in quale Dio ripone le sue speranze; a chi vuole bene chi mi è di fronte; come non mi faccio condizionare dal colore delle pelle che dipende solo dalla latitudine in cui si è nati e non sottintende null’altro. 

Due uomini (o donne) si vogliono bene, si amano, dove è il problema? Vogliono avere un bimbo che verrebbe cresciuto con amore, dove è il problema? Ma non siete voi quelli che siamo tutti uguali, che l’amore dovrebbe indirizzare la nostra vita per avere poi il compenso nell’aldilà? E invece no, siete astiosi, rancorosi, dispensatori di odio, di disprezzo a buon mercato chiusi nel vostro mondo che vorreste imporre a chi non la pensa come voi. E se non siete credenti e propugnate le stesse idee con motivazioni simili, in cosa differite? Anche io ho dei dubbi sull’utilizzo del corpo delle donne, ci rifletto, ci ragiono, leggo e attendo ma non pretendo nulla, meno che meno che la cosa sia dichiarata reato prima ancora che un attento dibattito si sia sviluppato e compiuto. Non so, potrebbe bastare una buona legge? Potrebbe bastare un vincolo di parentela con chi dona? Non ho la risposta e se pure l’avessi la porgerei al dibattito non la imporrei come vorrebbero fare quelli che già hanno detto di no.

1 commento:

Ernest ha detto...

Io cosa posso aggiungere alle tue parole caro Gap, hai detto tutto e come al solito lo hai detto bene, cose difficile di questi tempi, siamo fermi da anni purtroppo in questo paese ed proprio quello che dici il problema qua non riusciamo mai a discutere su niente perché siamo frenati dai dogmi di santa madre chiesa o religione che sia. Il risultato purtroppo lo abbiamo sotto in nostri occhi
un saluto