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domenica 31 gennaio 2016

Pistolotto domenicale

La foto di Aylan venne presa come simbolo di un eventuale riscatto degli occidentali, di una possibile apertura umanitaria al dramma dei profughi siriani, della potenza di un'immagine e di tante altre cose, abbiamo visto come è finita. I profughi muoiono di fame, in mare, di freddo eppure si specula ancora sul bambino assurto ad icona di un qualche cosa che in fondo in fondo disturba un po' tutti perché ci mette davanti alle nostre contraddizioni, alle nostre manchevolezze, al nostro menefreghismo, ecc. Inutile fare l'elenco, ogni occidentale sa quali sono le colpe, i turpi accordi che si nascondono dietro le guerre, giuste, sante, inutili, esportatrici di democrazia, conquista, economiche. Eppure siamo qui a parlare di un rigurgito di razzismo su vasta e varia scala. No, non è un rigurgito, non torna di nuovo, non è mai andato via e ognuno lo ha coltivato come ha potuto. Quindi, Aylan, sei morto inutilmente e la foto del tuo corpicino abbandonato su quella spiaggia lontana dagli occhi e dal cuore, o in braccio al poliziotto turco non è servita a nulla se non a far scrivere miliardi di parole anch'esse inutili, demagogiche, ridondandoti e false. E' servita solo a tacitare l'animo per qualche giorno senza che realmente si cambiasse nulla.

Come non serve, in Italia e nel Mondo, ricordare ciò che furono i campi di concentramento, l'odio razziale e conseguenti milioni di morte. Gli Ebrei, gli Zingari, gli Omosessuali, i Matti, i Comunisti e Socialisti (e dai, ogni tanto ricordiamoci anche di loro), gli Storpi, i Ciechi e tutti quelli che danno fastidio. Non serve a nulla se siamo ancora qui a parlare di "zingaro di merda" o di "finocchio" o "frocio" che dir si voglia. Se siamo ancora qui a dover parlare di "famiglia" per difendere o dare diritti che in quanto esseri umani dovrebbero essere pacifici, non da rivendicare o difendere. Come se amare qualcuno fosse una cosa che va spiegata, giustificata. E allora avanti con parole che assurgono a simbolo di cosa poi, in fondo, non si capisce bene. "Il matrimonio è quello che vuole Dio", perché si sposa lui? Mette al mondo lui i figli? E poi Dio chi è? Personalmente non me lo ha presentato nessuno, non credo nella sua esistenza quindi non ha nessun diritto di parola, per interposta persona, sulla mia vita, sulle mie scelte. Se poi questo essere superiore ha predicato l'amore, il rispetto, l'uguaglianza, se questo nume ha frequentato prostitute, lebbrosi, ladri, assassini, grassatori, pescatori, mandriani, falegnami, senza famiglia, chi siete voi per predicare il contrario di ciò che lui avrebbe detto? Credete in Dio e nella sua parola riferita da preti, suore, frati? Bene, attenetevi a ciò che vi raccontano ma non infastidite né vietate agli altri di vivere come se Dio fosse di tutti, è vostro, tenetevelo stretto perché se è un Dio come lo descrivete non mi interessa.

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