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giovedì 21 gennaio 2016

C'è finocchio e finocchio

In questo noioso inizio 2016 in cui non è accaduto e non accade nulla, nemmeno un morto da commemorare, un politico da criticare, un diritto civile da reclamare, un morto di fame o di freddo, insomma nulla di eclatante, non mi resta altro che commentare l'unico evento degno di nota: lo scambio di paroline affettuose tra Maurizio Sarri e  Roberto Mancini. Quel "finocchio" che è volato da una panchina all'altra mi è sembrato subito così d'antan, così provinciale, così stupido, così insulso che mi ha fatto sorridere. Finocchio, erano anni che non lo sentivo, sinceramente anche frocio lo trovo in fase calante mentre sale nella classifica degli insulti omosessuale. Un passo avanti, ti insulto ma sono politicamente corretto. Insomma sempre la solita storia, cambiano i termini ma il contenuto non cambia: scopino uguale spazzino; cieco uguale non vedente e via di questo passo.

Ora dire se Sarri sia omofobo per aver dato del finocchio a Mancini basandosi solo ed esclusivamente su uno scambio al termine di una partita di calcio di una certa importanza per quel mondo mi sembra francamente troppo. Per poter fare l'esegesi del pensiero di qualcuno si dovrebbe avere il pensiero stesso, l'allenatore del Napoli sulla questione per il momento si è espresso solo con il mitico "finocchio", quindi lascerei da parte il lanciarsi nella speculazione e nell'individuare in Sarri l'agnello sacrificale sull'altare dell'omofobia. Altro discorso è l'incidenza dell'offesa con parole politicamente scorrette, e allora dovremmo prendercela con quasi tutto l'universo mondo.  Ecco, Sarri ha detto una stronzata e ha chiesto scusa in privato e in pubblico, cosa vogliamo fare? Fustigarlo in Piazza Plebiscito? Costringerlo a un duello alle 5 di mattina dietro il convento delle carmelitane scalze? E allora cosa dovremmo fare a un Adinolfi qualsiasi? O ad un Giovanardi per non dir di molti leghisti, fascisti, forzaitalioti senza tralasciare qualche figuro di sinistra o pseudo tale? E allora cosa dire di tutte le invocazioni al Vesuvio e all'Etna? Non mi sembra che ci siano state tutte queste polemiche  e nel caso non sono durate più di un titolo in prima pagina sui giornali sportivi. Se poi vogliamo parlare del mondo del calcio, dell'arretratezza che lo pervade, dell'evidente maschilismo, dei troppi soldi che girano e di tutti gli altri problemi ben venga ma è tutta un'altra storia. E poi, se a capo della Federazione Gioco Calcio Italiana abbiamo un signore che passerà alla storia per Optì Poba o per le sue dichiarazioni sul calcio femminile di cosa stiamo parlando?

E perché non dire due paroline anche su Roberto Mancini? E' vero, Sarri ti ha dato del finocchietto ma ti ha anche chiesto subito scusa in privato e poi in televisione in diretta nazionale, diciamo così. Vorresti una punizione esemplare ma, a memoria, non mi sembra che l'allenatore dell'Inter abbia rilasciato dichiarazioni così indignate verso Tavecchio. Mi sembra, tutto sommato, un caso a cui si sta dando troppo spazio e troppe interpretazioni. Sarri ha sbagliato, non c'è dubbio, ma non mi sembra che il mondo del calcio, per limitarsi a questo, abbia la coscienza talmente pulita da scagliare nemmeno un brecciolino.

1 commento:

Ernest ha detto...

ma poi mi viene da ridere se penso a quello che si dice sui campi di calcio, basta fare un passo a Sottocoppe (campo famoso solo qui a Genova per il freddo) alle 8 del mattino per sentire cosa dice il terzino destro con pancetta all'ala sinistra con la gobba... che dire