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giovedì 10 dicembre 2015

Investitori spericolati o truffati?


C'è stato un tempo, lontano nei fatti e nella memoria, in cui ho avuto dei soldi da parte e che avrei voluto far fruttare invece di tenerli in banca fermi, a disposizione comunque dell'ente bancario senza che io ne traessi alcun guadagno. Andai in filiale ed esposi il mio proposito all'addetto che, conoscendomi, mi stoppò subito. In poche parole mi disse che con quell'esigua somma non era il caso di fare investimenti rischiosi perché avrei corso il rischio di rimanere in mutande e mi consigliò un fondo che permetteva un minimo, ma minimo davvero, di guadagno ma che era più che sicuro. Confesso che mi passò per la testa di tentare il "colpaccio", sempre relativamente, ma rinsavii subito e accettai la proposta dell'allora impiegato ai giorni nostri diventato direttore di filiale. Ora che dovrei fare? Prostrarmi ai suoi piedi per aver fatto bene il suo lavoro? Inorgoglirmi per non essermi fatto prendere dalla smania di facili guadagni? Niente di tutto ciò, solo ringraziare la fortuna di aver incontrato una persona onesta e, forse, me stesso.

Ma perché questa parabola, questa storiella minima? Perché abbiamo già il primo caso di suicidio dovuto al risanamento delle quattro banche locali sull'orlo del fallimento. E' colpa del Governo? Della Banca d'Italia? Della Ue? Del destino cinico e baro? Dell'investitore dilettante amante del rischio? Del promotore finanziario disonesto? Più in generale della gestione degli istituti? Spero non essermi dimenticato nessuno dei possibili attori di questo dramma che coinvolge molte persone, molte famiglie.

Eppure, forse, probabilmente, il colpevole primario si potrebbe trovare. Se non ricordo male, di anni ne sono passati molti, nei fogli che firmai c'era la specifica che l'investimento era a basso rischio così come mi sembra ci dovrebbe essere su ogni tipo di investimento, anche quelli a rischio. Coloro i quali ora si sentono truffati, che hanno perso i loro risparmi, hanno firmato al buio come in una partita di poker? Senza nemmeno leggere ciò che sottoscrivevano?

Per me, ignorante in materia e quindi prendete con le molle ciò che dico,  sembra assurdo che dopo averti affidato dei soldi, perché titolare di un conto corrente, debba pagare dazio per l'inettitudine se non peggio di chi quei soldi avrebbe dovuto custodirli.

Il danno è fatto, trovo giusto cercare una soluzione che allevi le difficoltà dei piccoli investitori, con la guerra tra poveri non risolviamo nulla, non è con l'eccessivo giustificazionismo o con il cinismo che il problema si risolve e nemmeno con lo sciacallaggio di questo o quel personaggio pubblico o politico. Forse non abbiamo regole che mettano riparo allo strapotere delle banche come non ci possono essere regole che mettano limiti alla smania di avere sempre di più e possibilmente con facilità.

3 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Hai postato tu, così mi risparmio il rischio di - hai visto mai? - farmi insultare dall'universo mondo. Intanto, non concordo su questo punto: "... perché abbiamo già il primo caso di suicidio dovuto al risanamento delle quattro banche locali sull'orlo del fallimento". No: se il risanamento NON ci fosse stato - e la banca fosse veramente fallita -, gli azionisti e gli obbligazionisti sarebbero nella stessa situazione. Ma ci sarebbero stati danni anche per i correntisti (cui lo Stato non avrebbe restituito il surplus dei depositi superiori ai 100 mila euro) e per i dipendenti, che si sarebbero trovati a spasso. Ancora: parli di "guerra tra poveri". Scusami, ma chi ha 110 mila euro di liquidazione da mettere a frutto in obbligazioni bancarie e (leggo) un lingotto d'oro e contanti, non è proprio povero. Continuo? Sì, tanto mi ospiti tu. Supponiamo che i 110 mila euro fossero tutta la sua liquidazione: a braccio, dico che ha una pensione da 2.500 euro e aggiungo che - vista la liquidazione e la presunta pensione - non credo fosse proprio al gradino più basso (culturalmente parlando) della piramide aziendale. Povero? No. Alla fine, penso semplicemente che abbia deciso di fare una scommessa con i propri soldi, sperando di vincere più di quanto avrebbe potuto "vincere" mettendo i soldi alla posta. Dal mio punto di vista, lo Stato (che siamo noi tutti, non dimentichiamolo mai...) non deve restituire un cavolo e provo a spiegare le mie ragioni. Uno che possiede obbligazioni bancarie è creditore della banca che le ha emesse. Così come sono creditori coloro che forniscono beni e/o servizi alla società Pinco Palla e che da questa debbono essere pagati. Se la Pinco Palla fallisce, che fai? Se sei un creditore chirografario (cioè di serie B) e vieni dopo tutti gli altri creditori cosiddetti privilegiati (lo Stato, i dipendenti, etc.) pretendi che lo Stato ti paghi comunque per una scelta che è stata tua e soltanto tua? Mi spiace - umanamente - per la tragedia di quel signore e della sua famiglia, ma avrebbe potuto rispondere come te e come me e dire: "No, grazie. Forse non mi regge la pompa". Diversamente...

Gap ha detto...

Ho solo detto in maniera più soft quello che tu dice calcando la mano.Comunque 100€ potrebbero essere anche frutto di una eredità, una vincita al superenalotto o quel che vuoi tu, il punto è che o hai firmato al buio (e se uno sprovveduto a cui va tolta la possibilità di fare danni a se stesso e agli altri) o sapevi a quale rischi ti stavi esponendo (e allora è inutile piangere anche perché se il giochetto ti andava bene non è che venivi a dividere i soldini con noi) o hai incontrato un figlio di stronz* (e in questo caso si può sapere chi è andando a ritrovare il cartaceo della sottoscrizione degli atti). Inoltre, ora che ti sei ammazzato, come detto dalla moglie, non per i soldi ma per la vergogna cosa hai concluso? Che tua moglie prenderà una pensione di reversibilità e passera gli ultimi anni da sola, che i tuoi figli e i nipoti non avranno più un padre e un nonno di cui sapranno che si è suicidato per soldi, perché questo sarà quello che rimarrà. Che poi ci sia l'umana pietas è il minimo sindacale come è diventato un minimo tutti gli sciacalli pronti a banchettare sul corpo di un uomo che ha ceduto.

Ernest ha detto...

dico anche io che non me ne intendo di queste cose... mi fa cmq arrabbiare ( e non dico parolacce) il fatto che si riesca cmq sempre a salvare il grande e sacrificare il piccolo. Delle banche non mi fido ma cosa abbiamo come alternativa?!? il vecchio materasso?
In ogni caso questa vicenda mi fa rabbrividire perché penso alle tantissime persone sole e anziane che magari si affidano a persone che ritengono amiche capaci di tutto.... non vorrei sempre pensare male, ma voglio dire...