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lunedì 18 maggio 2015

Pensioni, che dolore

Da che io ricordi in Italia c'è sempre stato il problema delle pensioni con una costante: erano e sono basse, perlomeno la stragrande maggioranza. Di certo la riforma Fornero, che ora dice di non aver voluto ma a cui ha dato lacrime e nome, i pensionati lacrime e sangue, non ha fatto altro che esacerbare gli animi. E sono anni ormai che ce li esacerbiamo. Il dibattito che si è acceso come uno zolfanello dopo la sentenza della Corte Costituzionale è lo specchio del nostro paese. In positivo e in negativo. Le difficoltà economiche, la demagogia, l'altruismo, l'egoismo, il ben'altrismo e le tante sfaccettature dell'animo umano e del sentire politico o pseudo tale. Dipende da cosa si legge e da cosa si ascolta. Le pensioni non sono tutte uguali, è talmente banale ma occorre ricordarlo a molti.

Nel lontano fine luglio del 2013 "La Corte Costituzionale ha stabilito che il prelievo sulle pensioni superiori ai 90.000 euro non può essere attuato perché in contrasto con gli articoli 3 e 53 della Costituzione. Bene. Se lo dice la Costituzione nulla da eccepire. La Carta non è una copertina da tirare come ci pare e piace" (dal mio stesso blog). Lo stesso principio dovrebbe valere per la recente sentenza. Ma essendo questo il paese del cambio delle regole a partita in corso è lecito attendersi di tutto e i 500€ di Renzi e company non sembrano altro che il solito machiavellismo per perpetuare una grande ingiustizia.

Parliamoci chiaro, non tutti coloro che dicono no alla decurtazione sono egoisti, insensibili, con scarso attaccamento alla Patria ma con grande attenzione al portafoglio, è miope oltreché stupido ridurre tutto a una questione di sensibilità personale. Se in Italia non ci fosse stato il paracadute familiare dei pensionati la situazione sarebbe anche peggiore. E non parlo di ricche o ricchissime pensioni ma di quelle un poco superiori alla media. E non è detto che anche chi abbia una pensione di 3.000€ sia un benestante. Se non avessero figli o nipoti disoccupati, in Cig o altro potrebbe essere vero ma i dati sul non lavoro sono a disposizione di tutti. Preoccupa invece che sempre più spesso i figli o i nipoti non possano aiutare gli anziani genitori o nonni perché essi stessi privi di reddito.

E poi li vorrei vedere questi "altruisti" cosa farebbero se potessero autonomamente stabilire quale contributo dare al risanamento di questo paese, vorrei tanto vedere quale percentuale dei loro emolumenti verserebbero nelle casse dello Stato.

Sentire in un dibattito televisivo che i pensionati che sono andati a vivere in Marocco o in Croazia per poter condurre un'esistenza dignitosa abbandonando affetti, luoghi cari, sono tristi è l'ennesima mancanza di rispetto verso i pensionati. Sentire che i pensionati non capiscono quando si parla dei loro trattamenti economici è offensivo, come se essere pensionati voglia dire essere diventati stupidi, aver perso la capacità di pensare e giudicare, di elaborare un pensiero proprio e avessero bisogno della balia politica. No, non ci siamo.

Più volte ho fatto il calcolo di quanto la mia pensione sia stata decurtata dal decreto Salva Italia e ammazza pensionati, sono sempre partito dal mio piccolo per far capire che decurtando le pensioni, che, sia chiaro, non abbiamo rubato è un errore anche strategico perché se si vuole far ripartire i consumi come tutti chiedono e auspicano non si può ridurre il salario, lo stipendio o la pensione. Meno soldi ho in tasca meno spendo. Sarà anche un ragionamento ingenuo ma tutti gli altri non mi hanno convinto. D'altronde la Grecia è sotto gli occhi di tutti.

Ogni persona, ogni pensionato in questo caso, ha una storia dietro di se fatta di risparmi, sacrifici, prestiti e mutui, di certo c'è che con le pensioni minime non si vive, spesso nemmeno si sopravvive e purtroppo in tutto questo chiacchierare senza costrutto nessuno ancora dice cosa e come fare per portare la stragrande maggioranza dei trattamenti a livelli accettabili.

C'è un leggero sentore, dietro alcune dichiarazioni, di fastidio verso la sentenza della CC, verso quel suo essere "garante" dell'uguaglianza e della correttezza delle decisioni ora con Renzi come ieri con Berlusconi. Il vigilare della CC è un disturbo al manovratore e, non mi stupirei, se il nostro Conducator presentasse a breve qualche proposta per cambiare le regole del gioco, cosa che è uso fare, spacciando per urgente anche questa riforma.

1 commento:

@enio ha detto...

il problema grosso è che questi SINISTRI con la scusa che non si deve superare il 3% ridaranno il mal tolto da altri governanti a pochi e non a tutti come sentenzia la Corte e c'è da stare in campana perchè sicuramente ci sarà qualche trucco sotto o accolleranno tutta la spesa alla comunità... lo stato è il più gran ladro che ci sia in Italia e se fosse una persona fisica andrebbe subito carcerato...