Pagine

martedì 5 maggio 2015

Expo sì, forse, ma anche no


Personalmente sono di quelli che quando riconoscono che una battaglia è persa non si incaponiscono e passano a preparare la prossima con la speranza che si possa vincere poi la guerra. Di conseguenza l'Expo l'ho dovuta subire come tanti, non sono d'accordo ma è inutile ora, ancorché dannoso, sperare che vada male, sarebbe puerile come i bambini che si portano via il pallone quando stanno perdendo. Però qualche parolina, qualche sassolino dalle scarpe me lo voglio togliere sapendo bene che scontenterò gli oltranzisti come i buonisti, gli estremisti pro black block come pure i  milanesi armati di detergente e spugnette. Vado a ruota libera e non mi stupirò se dirò cose che si potrebbero contraddire.

Finora di certo l'Expo ha prodotto la Carta di Milano sull'alimentazione e l'unico pensiero che mi viene è che si sarebbe potuta fare senza tutto quest'ambaradam (anche se Google mi segnala l'errore è questa la grafia giusta venendo il detto dalla battaglia di Amba Aradam). E poi, non dico niente di nuovo se faccio rimarcare che l'expo ha come sponsor potenti multinazionali del cibo e delle bevande che di etico hanno ben poco. Quindi, già partendo da questo come essere in sintonia con i motivi che spingono a mettere su questa kermesse principalmente economica rivolta ai paesi ricchi che tentano di incrementare ancor più i loro affari? Lo voglio vedere il contadino del Burkina Faso prendere l'aereo per venire a Milano a visitare gli stand. O il migrante giunto su una carretta del mare spendere più di 30 euro per vedere cosa realizza chi li affama.

E non mi addentro a quanto questo scherzetto sia costato alle casse degli italiani in spese vive e spese dovute alla corruzione che ci perseguita, altri lo hanno fatto con dovizia di dati e citazioni. Mi limito a ricordare solo il ragazzo albanese di soli 21 anni morto per realizzare un monumento al capitalismo ammantato di buone intenzioni. Per non parlare dei giovani volontari e delle fole su chi ha rinunciato a sei mesi di lavoro ben pagati. Basta farsi un giro in rete per trovare ricche descrizioni che contrastano con le versioni dei giornali ufficiali per non parlare delle televisioni. Ora, per non farsi mancare un tocco di retorica, che ci perseguita dalla caduta della prima Repubblica, immaginate quanto e cosa si sarebbe potuto fare con i 14 miliardi di euro che secondo alcuni ci sarebbe costata l'esposizione universale, sempre che sia vera la cifra. Aiutare i disoccupati; aumentare le pensioni; finanziare la scuola pubblica, ripeto, pubblica; migliorare la sanità, sempre pubblica; aiutare le imprese che investono in Italia, tiè, tanto per non farci mancare nulla; etc. etc. Ma queste sarebbero state scelte di buon senso che avrebbero favorito gli italiani tutti quindi: non s'ha da fare.


Date queste brevi ed incomplete premesse qualcuno mi deve spiegare perché non si sarebbe dovuto essere un movimento no-expo oppure perché manifestare contro è essere anti-italiano. L'italiano buono è solo quello che dice di sì, ma è dimostrato, la storia lo insegna, che non è così. Qualcuno ha esagerato d'altronde succede sempre così come è sempre accaduto. Volendo esagerare si potrebbe dire che fa parte del rituale, secondo i giorni mi viene da dire purtroppo. Purtroppo perché non siamo un popolo uso alzare la testa se prima non sappiamo che la battaglia sarà comunque vinta.

Dicevo, qualcuno ha esagerato anche perché faceva comodo che si esagerasse e gli uni sono stati utili agli altri. Basti vedere le reazioni, anche scomposte, di chi è rimasto sconvolto dalla "furia" del black block. Ma poi quanti erano questi bb? A leggere e sentire diversi organi di informazione non ci si riesce a raccapezzare, si va dai cento ai mille, insomma si continuano a dare cifre a caso senza commisurare i danni ai partecipanti agli scontri. Si sorvola sulle manchevolezze delle forze dell'ordine, a cui il ministro plaude per la gestione della piazza ed aver preferito qualche automobile in più bruciata e qualche ferito in meno. Peccato che la stessa direttiva non è stata data per il giorno dopo a Bologna in occasione della contestazione al Conducator in occasione della festa de l'Unità senza l'Unità. Lì le teste si potevano rompere con tranquillità.

Quindi se Milano è stata brutalizzata, violentata, devastata, come detto e letto in ogni dove, la colpa ricade anche sulle scelte di chi governa e governa anche le forze di polizia. Mi pare lapalissiano.  Sempre a proposito degli scontri. Sembra che a Milano non accada mai nulla per giustificare gli alti, altissimi lai che si sono avuti. Ripeto che con cinque o sette o dieci automobili di grande cilindrata bruciate non si fa la rivoluzione così come fanno ridere le accuse ai manifestanti di indossare le Nike o altro tipo di scarpa firmata. Ancora stiamo ai rivoluzionari poveri? Ecco siete anche ignoranti visto che non sapete che molti dei rivoluzionari venivano anche da famiglie agiate e nobili.

Non sarebbe male se poi, pro o contro, si smettesse di guardare il dito e si cercasse di dare un'occhiata alla luna. Ci rendesse conto che non c'è più, o si sta riducendo di molto, lo spazio e i mezzi di opposizione, diciamo così, democratica. Con la nuova legge elettorale avremo un solo partito al comando, un solo uomo e tutto ciò che le opposizioni diranno sarà solo ed esclusivamente un saggio di retorica perché non influirà in nessun modo sulle decisioni di un qualsiasi governo. Quindi contestazioni, anche violente, diventeranno sempre più frequenti, occorre rendersene conto. E poi non diamo sempre la colpa a chi manifesta. Non si presta attenzione ai bisogni dei più deboli, dei meno protetti, si riducono le tutele sindacali, gli spazi politici, si finanzia la scuola privata, la sanità pubblica va a ramengo, non si adeguano le pensioni come se prendere qualcosa in più di 1.250€ dia la possibilità di fare la bella vita e poi ci lamentiamo comunque che la gente è sempre più incazzata? E ringraziate che c'è ancora chi ha una coscienza politica e non si lascia andare al becero qualunquismo grillino o al neo-fascismo salviniano. Scremate quindi ciò che avete detto, evitate le generalizzazioni e vedete di mettere riparo ai torti che avete fatto e continuate a fare.

2 commenti:

@enio ha detto...

a Milano in occasione dell'EXPo e pe l'ESPO sono state realizzate delle cose che resteranno alla città nel tempo... e puoi vuoi mettere la gente che andrà a visitarla in questi mesi... siamo coerenti nell'esporre non limitiamoci a calcare i luoghi comuni e a essere sempre SFASCISTI

Gap ha detto...

Punti di vista. Tutto qui.