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lunedì 25 maggio 2015

Buoni e cattivi

C'era una volta un presidente che a seconda di chi parlasse di lui diventava bello, buono, intelligente, democratico, cattivo, sanguinario, dittatore e tante altre cose ancora in positivo o in negativo. Un giorno arrivarono i buoni, ma nessuno sapeva chi li aveva qualificati come tali, probabilmente si erano auto nominati buoni da soli, che stabilirono senza ombra di dubbio che il presidente fosse cattivo e che, indifferenti ai voleri del popolo, andasse abbattuto senza indugio. Allora i buoni iniziarono a tramare contro il cattivo di turno, se possibile lo facevano senza dare troppo pubblicità alla cosa ma, immancabilmente, c'era chi li scopriva con le mani, lorde di sangue metaforico e reale, nel sacco. E a nulla valevano le bugie per tirarsi fuori dai guai da loro provocati.
Si armavano gli oppositori del presidente cattivo e si lasciava ai compatrioti l'onere di ribaltarlo. Quasi sempre si risolveva in un bagno di sangue e che i ribelli, una volta vinto, si rivoltassero contro chi li aveva sobillati. E tutti si stupivano che i ribelli del presidente cattivo non fossero poi tanto buoni ma fossero cattivi e sanguinari tanto quanto il presidente che si voleva abbattere. E allora si armavano altri ribelli che combattevano contro i ribelli che avevano combattuto il presidente cattivo. Ma non bastava perché di presidenti cattivi, secondo i buoni, ce ne erano altri ancora. E allora si armavano altri ribelli contro altri presidenti. E altri ribelli si ribellavano ai buoni che a loro volta armavano altri ribelli che si ribellavano contro i ribelli che si erano ribellati contro il presidente cattivo.
E così le armi aumentavano al passo dei ribelli che aumentavano al passo dei presidenti cattivi sempre individuati dai buoni che poi, a ben guardare, buoni non sono. E tutti cadevano dal pero nello scoprire quanti armi avessero i ribelli che si erano ribellati al presidente cattivo al punto che i buoni rifornivano di armi i presidenti cattivi per combattere i ribelli che poi erano più cattivi dei presidenti cattivi. Ma nessuno si accorgeva di quanto fossero cattivi i ribelli che combattevano il presidente cattivo finché, dopo aver ammazzato migliaia di persone, non rivolgevano la loro attenzione contro le vestigia di un luminoso e grande passato. E allora tutti si strappavano le vesti parlando dei ribelli cattivi che non si sapeva chi li avesse armati per combattere il presidente cattivo. Ma il problema ora era combattere i ribelli cattivi che si erano coalizzati contro i buoni che buoni non erano. Allora altri buoni di seconda fascia si allearono per armare altri ribelli che combattevano i ribelli che combattevano i ribelli che a loro volta combattevano i ribelli .....
E la gente se lo prendeva nel culo come al solito.

P.S. Vale per tutti e per qualsiasi blocco.

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