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venerdì 22 maggio 2015

Almeno in sogno l'Unità c'è

Ieri sera ho mangiato leggero, non sto leggendo nulla che mi riporti al Partito Comunista, non ho letto nulla di nuovo riguardo l'Unità. Insomma una normalissima giornata priva di avvenimenti particolari. Eppure stanotte mi sono ritrovato nei corridoi di Via dei taurini, nelle stanze di quella che fu la redazione de l'Unità. Ero solo, appena arrivato, le stanze con le tracce del giorno prima. Entro nella segreteria e trovo sui tavoli il consueto tappeto di post it che non si capiva bene se si riferivano a cose da fare o cose fatte e, anche in sogno, tanto per cambiare, mi giravano le appendici. In un cassetto, dopo aver acceso i vari pc, trovo una cartellina color carta da zucchero, quelle fini di cartoncino, con su scritto "Berlinguer avrebbe fatto così". All'interno un'altra cartellina questa volta grigia contenente dei fogli, sul primo c'era scritto qualcosa che si riferiva alle unghie e al tè verde. Perplesso chiudo il tutto ed esco dalla stanza dove trovo una ex quasi collega (per ex quasi collega intendo i facenti parte della categoria dei giornalisti essendo io rimasto, anche nell'animo, un poligrafico), all'epoca e nella vita reale mi era simpatica, nel sogno, ci trovavamo in una terrazzetta, le dico che mi piaceva, sempre con il mio savoir faire elefantiaco, immancabilmente mi fa notare che forse lo avrei potuto dire meglio. "Sì hai ragione, ma la sostanza non cambia. E tu?" Mentre attendo la risposta dell'ex quasi collega diventata rossa, pensando al reale mi pare una eventualità molto remota,  vedo arrivare dal fondo del corridoio, in via dei Taurini erano molto lunghi, un signore alto e ben vestito accompagnato da qualcuno che non riconosco un po' più basso in camicia sbottonata ma con la giacca. L'uomo alto e ben vestito porta la cravatta e avanza con incedere elegante così come è la sua mise. Entra in segreteria, dove mi ero già portato. Saluto e stringo la mano al signore e al suo accompagnatore.
"In cosa posso esserti utile?", mi sento tanto un commesso di negozio.
"Vorrei un giornale di sinistra" mi risponde.
"Al massimo posso andare in archivio e farti una fotocopia".
A questo punto la commozione prende tutti i presenti, compresa l'ex quasi collega che nel frattempo ci aveva raggiunto, e fiumi di lacrime sgorgano che nemmeno una madonna finta. Mi giro per prendere un fazzoletto e mi sveglio. Senza aver poi ripreso sonno.
Con il signore elegante in questione non è che avessi un particolare rapporto, probabilmente nemmeno si ricorda chi io sia, e nemmeno ho letto recentemente sue notizie. Dell'ex quasi collega non so più nulla da tempo. Come nemmeno de l'Unità si sa più niente.

1 commento:

nonno enio ha detto...

che brutti sogni che fai però! oggi di sinistra c'è rimasto ben poco mi sembra, questi sono sogni che appartengono a un passato remoto che forse non tornerà mai più