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giovedì 2 aprile 2015

Il prefetto Pecoraro e Priebke

E così il prefetto Pecoraro lascia, finalmente, la città di Roma. Sarebbe lungo l'elenco di cose e prese di posizione che l'uomo dello Stato ha attuato e detto che ci hanno lasciati perplessi e contrariati. Compresa la pretesa di cancellare le registrazione delle coppie gay al comune di Roma.  Personalmente voglio ricordare la sua impresa di far fare un giro turistico ai Castelli Romani alla salma del boia nazista Priebke. Alla provocazione fatta a tutti quelli che hanno avuto un morto, un torturato, un carcerato alle Fosse Ardeatine o a via Tasso. Se qualcuno si vuole rinfrescare la memoria può leggere qui la cronaca di quel giorno.


Ma non tutti sanno che proprio in questi giorni sono stati rinviati a giudizio coloro che parteciparono agli scontri con i neonazisti nostrani, castellani e quelli giunti da Roma, a cui fu permesso avvicinarsi ai manifestanti che fino ad allora non avevano fatto nulla se non tentare di impedire che il feretro del boia entrasse dentro il convento dei lefebvriani dove si sarebbe dovuta tenere la cerimonia funebre. Così oltre la beffa, l'offesa, anche un processo per aver difeso le vittime e gli eredi dei massacratori nazisti.

Sì, nessun rimpianto per il prefetto Pecoraro, forse il rammarico per la decisione presa tardivamente.

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