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martedì 14 aprile 2015

Eradicare vuol dire sradicare, tagliare.

Ci sono verbi e vocaboli che diventano di moda in special modo in occasioni più o meno tragiche. C'è stato il tempo delle esondazioni, tracimazioni e quello delle caditoie, tanto per dirne alcuni, ora è il tempo di eradicare. Iniziassimo ad eradicare le stronzate e le bugie volte a coprire turpi accadimenti sarebbe meglio. Eradicare va di moda per gli ulivi del Salento ma non è con il cambio di verbo che risolviamo il problema. Eradicare, come dico nel titolo, vuol dire sradicare, togliere le radici, di conseguenza uccidere un albero, così come si tenta per un'idea, una religione, un popolo. Non è che cambiando verbo o sostantivo la sostanza automaticamente cambi. Un claudicante sempre zoppo resta anche se è più fine chiamarlo in altro modo, un operatore ecologico sempre scopino rimane. E' dura ma è così. Negli ultimi mesi ho letto diverse cose sulla xylella fastidiosa, senza per questo diventare un esperto sia chiaro, quindi tento di fare un riassunto di ciò che ho capito sperando che possa essere utile ad altri. 

La xylella è un batterio che viaggia con la sputacchina, vi risparmio tutta la storia della specie e delle sottospecie a cui appartiene, che è un insetto capace di saltare fino a 70 centimetri di altezza, cosa notevole per la sua grandezza, ma non di volare a lungo, mi sembra che non possa oltre i 200 metri. Ora qualcuno mi deve spiegare come questo insetto abbia potuto infettare, all'inizio, a macchia di leopardo il Salento e i suoi ulivi e per farla breve, come abbia fatto a manifestarsi in zone che avevano, hanno, suscitato interesse di altro genere, leggi insediamenti turistici devastanti. Ora qualche dubbio che ci sia qualcosa che sfugge al comune lettore c'è ed è forte.

Potremmo essere un po' più tranquilli, per modo di dire visto che il danno incalcolabile è già stato fatto, se qualcuno proponesse una legge che vieta la costruzione di alcunché nei territori dove siano stati eradicati, abbattuti, tagliati gli ulivi. Non è teoria complottistica la mia, basta leggere il 3° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia redatto da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e nel sistema agroalimentare. Volendo è ricco il panorama di pubblicazioni, interviste, articoli che contrastano il volere del commissario unico per la Xylella nominato dal Governo. Non con lo sradicamento o l'irrorazione generica di DDT si combatte il batterio ma con la cura pianta per pianta.

Comunque a chi gioverebbe il Salento spianato e privo di ulivi? Di certo non agli olivicoltori pugliesi, forse, come detto, a qualche speculatore. Ma cosa sarebbe il Salento senza gli ulivi e con nuovi e mostruosi complessi turistico-residenziali? Il Salento senza gli ulivi non è
appetibile nemmeno turisticamente. Così stiamo affossando sia una cultura che una coltura millenaria sia il turismo che ha dato nuova linfa a quelle terre.

Altri link utili:
http://www.famigliacristiana.it/articolo/xylella-il-pm-mignone-non-posso-indagare-sul-convegno-di-bari-perche-ce-limmunita.aspx

http://temi.repubblica.it/micromega-online/salviamo-gli-ulivi-della-puglia/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+MicroMega-online+%28MicroMega.net%29

http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/scienza_e_tecnologia/insetto/insetto/insetto.html

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