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sabato 4 aprile 2015

Altri aneddoti su l'Unità e dintorni

La foto rappresenta la gatta Agata, in posa plastica, che sembra accarezzare o voler distrarre dalla lettura della Pravda Lenin. Chissà se anche lei, con il suo intuito felino, non abbia capito che ci vorrebbe un ritorno all'antico per affrontare il futuro. Ma bando a riflessioni inutili. La foto mi ha fatto tornare alla mente la storia del quadro di Lenin.

In una delle tante risistemazioni degli spazi interni nella redazione a via dei Taurini, qualcuno, precorrendo ampiamente i tempi, aveva deciso che la foto era ormai passata di moda. Fu raccolta da uno dei secchioni che le donne delle pulizie parcheggiavano sul pianerottolo delle scale di servizio del secondo piano in attesa di portarli via con il montacarichi che veniva utilizzato per scendere alla spedizione o un piano più sotto alla mensa o ancor più giù alla rotativa. Fu raccolto, pulito e portato a casa. Non fu gettato per errore perché mai nessuno si lamentò della sua mancanza. Portato a casa è stato per molto tempo sulla libreria. A quel tempo le mie figlie erano piccole e necessitavano della baby sitter. Una delle tante che si avvicendarono nel compito un giorno chiese a mia figlia più grande. "E' tuo nonno?". Lei, malignetta anche da piccola le rispose, con fare puntuto, che il signore in questione era Lenin: La povera ragazza non proferì verbo visto che a sua detta il massimo che riusciva a leggere la sera prima di addormentarsi era un adesivo che aveva sull'armadio, figuriamoci se poteva conoscere Lenin. Da quel giorno Lenin diventò Nonno andando ad aggiungersi al già ricco lessico famigliare.

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