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sabato 21 marzo 2015

Le raccomandazioni

Non è un rimpianto e nemmeno una giustificazione, solo un maldestro tentativo di ironizzare.

Giuliano Ferrara avrebbe scritto suppergiù, non ho alcuna voglia di andare a cercare le parole esatte, che gli italiani vivono di raccomandazioni e che tutti, più o meno,  siamo stati raccomandati.
La prima risposta sarebbe "parla per te" ma poi riflettendo occorre dire che c'è del vero in ciò che dice Ferrara. Solo che negli ultimi anni è cambiato l'uso, il destinatario e il tramite della raccomandazione. Mi spiego, o tento di farlo.

Beato Angelico - Tutti i Santi
Che la raccomandazione sia un malvezzo italico, non so negli altri paesi, è un fatto assodato ma prima erano i poveri, i non protetti, quelli senza santi in paradiso che cercavano la raccomandazione. Ci si rivolgeva al prete, al vescovo se ci si poteva arrivare, al politico locale tramite gli agganci che questo aveva sul territorio. Era la richiesta di un posto di lavoro, di un calcio in un concorso per la scuola, per la pubblica amministrazione o verso un amico di un amico. Spesso, in alcune zone, era l'unico mezzo per trovare un'occupazione. Nella nuova fabbrichetta del Mezzogiorno che apriva per poi chiudere dopo pochi anni lasciando debiti e disoccupati con i padroni che fuggivano come lepri davanti alla muta di cani con i soldi della Cassa per il Mezzogiorno. E questi erano i più sfortunati, quelli che si dovevano accontentare di un posto da operaio perché non avevano mezzi e titoli per farsi raccomandare nella pubblica amministrazione.

In quanti sono entrati nei ministeri, nella scuola, in Provincia, al Comune forti della raccomandazione penso non potremo mai saperlo. Inutile nascondersi che la pratica era frequente e frequentata da e in tutti gli schieramenti politici. Tu dai il posto a me e poi io ti garantisco il voto mio e della mia famiglia. Ci furono partiti che su questa pratica hanno vissuto per decenni, partiti che in questa o quella provincia raggiungevano percentuali che su scala nazionale se le potevano solo sognare. Il Psdi, tanto per fare un nome. Tutti sapevano, tutti protestavano ma nessuno faceva nulla per porre fine a questo mercimonio, a questo ricatto. Faceva comodo a tutti, richiedenti e concedenti.

Rispetto a quello che avviene ora c'è quasi da dire che sono tempi da rimpiangere. Le raccomandazioni ormai sono solo appannaggio di una certa categoria che si perpetua grazie a questa compravendita di favori. E chi ne resta escluso, guarda caso, sono sempre i meno protetti, quelli senza santi in paradiso, quelli che non li avevano i genitori e non li hanno nemmeno i figli. Benedetti santi dove siete, almeno voi cercate di ristabilire un normale corso delle cose.

1 commento:

Ernest ha detto...

Si verrebbe da rispondere così anche a me a Ferrara... vero è che cmq in Italia soprattutto si usa. Ultimamente ho paura che ai bassi livelli anche con le raccomandazioni si arriva a ben poco.
Personalmente il posto che occupo me lo sono guadagnato...
un saluto Gap