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domenica 29 marzo 2015

Lavoratori sotto ricatto

Polemico anche il segretario della Fim-Cisl che fornisce le cifre della partecipazione allo sciopero indetto oggi dalla Fiom nelle fabbriche per gli straordinari: "La Coalizione di Landini parte senza operai Fca: falliscono gli scioperi Fiom nelle fabbriche del Lingotto. A Pomigliano si sono fermati in 6, in Val di Sangro in 85 e così ovunque". (Fonte la Repubblica.it)

Che dire? Sicuramente questo signore con il sindacato ha ben poco a che vedere così come qualcuno che ha (purtroppo) scritto anche sulle pagine de l'Unità e che richiama questi dati per sminuire e criticare Landini e la manifestazione di ieri. Invece di partire da quei dati, tristi non c'è che dire, per ragionare sull'evidente crisi del sindacato e del perché il sindacato stesso e i lavoratori siano stati messi in un angolo li usa per attaccare la Fiom e Landini in particolare. Non c'è da gioire per il fallimento di uno sciopero in special modo se i lavoratori sono sotto ricatto perenne da parte del padrone, in questo caso il tanto amato anche da Renzi Marchionne. I lavoratori non si sentono più protetti nelle fabbriche ex-Fiat perché si è lasciato all'amministratore delegato della Fca campo libero nello riscrivere sue personalissime regoli sindacali. Con l'avallo anche della Cisl e della Uil, è bene non dimenticarlo.


Se a ciò aggiungete anche la mancanza di un forte partito della sinistra come negli anni '50 del secolo scorso era il Pci i lavoratori non hanno altri che la Fiom e qualche piccolo sindacato di sinistra e anarchico, qualcuno direbbe residuali. E questo richiamo vale sia per il sindacalista che per quegli ex-Pci che non sono mai stati comunisti ma che all'ombra della Falce e Martello hanno prosperato e mangiato. 

E, nella mia ignoranza e ingenuità, aggiungo anche che i conti degli assunti a tempo indeterminato grazie al fin troppo sbandierato Jobs Act li faremo tra tre anni quando scadranno gli sgravi fiscali. Comunque, se è vero che qualche accenno di ripresa c'è è logico che si dovesse tornare ad assumere, è quasi lapalissiano.

1 commento:

Berica ha detto...

Buona norma del sindacalista, è il rispetto delle altre organizzazioni sindacali.
"Gioire" per il fallimento di uno sciopero, è in contraddizione con il ruolo assunto.
Sottoscrivo il tuo post.