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domenica 4 gennaio 2015

Erano anni ormai che si ritrovava in quel letto troppo grande per una persona sola. Sempre più spesso, dopo aver spento il lume e in attesa che il sonno la prendesse, aveva preso l'abitudine di carezzarsi. Se era girata sul lato sinistro il suo piede destro si muoveva sulla gamba sinistra donandosi carezze e così faceva quando si rivoltava dall'altro lato. Il piede scivolava sulla gamba, ne seguiva i contorni come avrebbe potuto fare una mano, delicatamente e teneramente. Di rado anche le mani contribuivano nel tentativo di ricreare situazioni ormai relegate nella memoria. Indugiavano sui seni, tutto sommato ancora sodi, di rado si fermavano più in basso. Antichi retaggi, luoghi comuni, le facevano pensare che certe cose non fossero più per lei. Altre volte cedeva nell'indugiare traendone un surrogato di piacere che la faceva dormire tranquilla, ma nel profondo insoddisfatta, anche se al mattino aveva quasi timore di guardarsi allo specchio come se avesse commesso un crimine. Perché tutto ciò? Perché non le era concesso di godere del suo corpo come di quello di un partner? Eppure era ancora una bella signora, avanti con gli anni certo ma non messa peggio di tante altre che ancora, a sentir loro, avevano corteggiatori e amanti.

Gli anni c'erano ma non la castità, quella non l'aveva mai frequentata anzi l'aveva scansata il giusto al punto che i suoi ricordi erano piacevoli ma purtroppo erano soli ricordi che le facevano rimpiangere il bel tempo passato. Nelle lunghe giornate invernali fredde o piovose, quando non amava uscire nemmeno per fare la spesa accontentandosi di mettere in tavola pranzo e cena rabberciati alla bell'e meglio,, 



Quando carica d'anni e di castità
tra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che non ritornerà,
troverai le mie canzoni,
nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato

le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato

ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo

e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera.

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