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venerdì 9 gennaio 2015

Charlie Hebdo e pensierini sparsi

Allah akbar è il grido che spaventa le italiche genti (e non solo). E questa invocazione, questo grido, sulle labbra di un terrorista diventa la classificazione di tutti i fedeli di Maometto. Se il terrorista lo grida è sicuramente mosso dalla fede religiosa come mossi dalla fede erano i nazisti del Gott mit uns (Dio è con noi) e tutti coloro che utilizzarono questo motto nelle diverse latitudini. E che dire delle crociate? Delle allegre scampagnate al santuario fuori porta? E si potrebbe andare avanti con il richiamare alla memoria espressioni e simbologie mutuate dalla religiosità, in ogni latitudine.

Come si può pensare di fermare il libero cammino, il libero viaggiare, delle persone e delle merci? Per non dire delle idee? Dopo aver passato duemila anni alla ricerca del mezzo di locomozione più veloce, più grande, più comodo e aver ricercato merci diverse, esotiche, ricchezze che la propria terra non era in grado di dare e cercato tutti i mezzi per comunicare di più e meglio,  orbene si vorrebbe tornare di botto indietro di secoli e vanificare ogni passo avanti fin qui compiuto.

Perbacco! Non avrei mai creduto che Charlie Hebdo avesse tanti lettori e nemmeno immaginavo che ci fossero tanti difensori della libertà di stampa, specialmente in Italia. Quell'Italia che assiste passivamente, più di qualcuno ne gioisce, alla chiusura di diverse testate giornalistiche, di destra e di sinistra. Non sarò così ipocrita da dire che mi strappo le vesti per la mancanza della Padania dalle edicole però mi rendo conto che in un discorso più generale è triste che un giornale chiuda. Così, e qui mi dispiaccio un po' di più, come è triste che abbiano chiuso, per il momento, l'Unità, il Salvagente, Left e altre testate on line.

Immaginate che l'attacco terroristico non ci fosse stato e che il settimanale satirico avesse pubblicato questa vignetta  quanti sarebbero scesi in piazza per difendere Charlie Hebdo? I più grandicelli si ricorderanno il Male. O la memoria selettiva ha lasciato danni irreparabili?

Avviandomi alla conclusione non posso fare a meno di notare una cosa. Si continua a dire dell’alto grado di preparazione dei due fratelli terroristi, della loro capacità di programmare, etc. Come già fatto notare da più di qualcuno: da quando si va a fare un attentato con i documenti in tasca? E se sono così bravi e preparati perché sono riusciti ad andare nella redazione solo al secondo tentativo avendo sbagliato il numero civico? Se sono delle schegge impazzite a cui è andato bene il colpo grosso i francesi non hanno potuto far altro che  ammantarli di bravura e preparazione per giustificare di essersi fatti sorprendere da due persone che erano ben note alle forze dell’ordine.

Se non ci fosse del molto tragico in questa storia ci sarebbe da ridere a vedere Giorgia Meloni, La Russa e altri prendere a testimonial i morti di Charlie Hebdo per difendere e portare avanti idee contrarie a quelle dei caduti. Senza vergogna.

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