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giovedì 13 novembre 2014

Piazza vince, piazza perde

Diciamo una decina di anni fa, mi è capitato di dover andare diverse volte nella stessa strada dove quei campioni di italianità stanno danno splendida prova del loro razzismo e fascismo mascherati da anelito di tranquillità e amor patrio. All'epoca non c'era ancora quella che viene chiamata emergenza immigrazione. C'erano sì gli immigrati ma ancora non erano così tanti come si vuol far credere adesso. Eppure, ripeto, una decina d'anni fa mentre attendevo una persona uscivo dalla macchina e fumavo una sigaretta all'aperto per avere una visione più ampia di ciò che mi circondava. Giuro, lo facevo. Ma mai mi è passato per la mente di bollare tutti gli abitanti di quel quartiere come delinquenti.
Certo che sentire ancora che gli immigrati "stanno nelle case con l'aria condizionata" e altre amenità simili, da nord a sud non depone a favore della spontaneità di certe incivili e violente e razzista e fasciste manifestazioni. Ma tant'è. Molta stampa, di carta o meno, di ciò sembra non accorgersi.  Che poi si inneggi apertamente al Duce è un fatto di puro folclore e non indice di manovre preordinate. Ma il ministro e il questore e il prefetto, che è poi quello che ha gestito in maniera splendida la morte di Priebke, non hanno nulla da dire?
E la tanto abusata frase che "la piazza non può condizionare" vale solo per gli operai che protestano? Per i no-tav, i no-inc, gli studenti, ecc. ma non per chi si rifà ad idee che fino a prova contraria sono ancora un reato, apologia del fascismo? E così una piazza razzista e para fascista ha vinto e lo stato (volutamente minuscolo) si è calato le braghe.

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