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mercoledì 15 ottobre 2014

Sciacalli e sciacalletti



Mi ha colpito una cosa tra le tante lette e sentite sull’alluvione di Genova. Premetto che l’ultima volta che ho parlato di Genova fu per il precedente disastro e ciò mi costò l’amicizia di una persona, vediamo se riesco a bruciarmi di nuovo, ma questa volta dovrei salvarmi.

Tralasciamo che è sempre l’ultimo che occupa la sedia del sindaco a pagare, come fu anche qualche anno fa, anche per i predecessori,  per i dirigenti e i funzionari e tutti gli altri personaggi coinvolti in più che decennali scempi del territorio. Tralasciamo le ormai famose aspirine di Gabrielli e anche lo sciacallaggio di alcuni politici-nonpolitici-comici-noncomici sicuramente rompicoglioni (o sciacallo mediatico?) o i servizi televisivi che fanno ribollire il sangue a chi ha un po’ di dimestichezza con il giornalismo. Tralasciamo tutto altrimenti alle 11 di mattina mi viene già l’acidità di stomaco.

Parliamo di sciacallaggio, dell’uso fatto da una commerciante di questo termine. Il negozio è devastato dalla furia degli elementi, discorso diverso è il chiedersi perché tanti negozi e non solo, sono stati costruiti sui fiumi coperti da immani colate di cemento ma nessuno che si sia lamentato, come nessuno si è lamentato degli enormi parcheggi funzionali ai negozi, tralasciamo anche questo perché senz’altro la colpa è di Qualcun altro fratello di Nessuno, hanno più crimini sulle spalle Qualcun altro e Nessuno che nemmeno Riina e Provenzano. Ma dicevamo, il negozio è devastato e con l’aiuto di giovani volenterosi stai tentando di salvare qualcosa da poter vendere anche se a prezzi scontati. Stai cercando, giustamente, di limitare i danni e, con la crisi che c’è, trovi chi è disposto a comperare un prodotto pieno d’acqua e fango ma tu, commerciante genovese, in un microfono trovi l’occasione per definire “sciacallo” chi ti sta dando una mano ad incassare qualcosa comperandosi qualcosa di nuovo che nuovo non è più. Ecco, non hai fatto una gran bella figura. Probabilmente tra chi ha acquistato le tue scarpe gonfie di fango ci sarà anche stato qualche sciacallo come li hai definiti, forse c’erano solo persone che volevano dare una mano a te e a se stessi.

Lo so, sono un grande ingenuo e voglio pensarla così.

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