Pagine

mercoledì 29 ottobre 2014

Landini in politica?

Da più parti e più compagni/e sperano, quasi invocano, che Landini scenda in politica con un ruolo diverso da quello di segretario della Fiom. Lo stesso Landini ha detto più volte, opportunamente, che lui non rappresenta l'uomo della provvidenza (già ne abbiamo avuti troppi a partire da Berlusconi per passare da Monti e finire a Renzi senza dimenticare il messia castrato Grillo che non cammina nell'acqua ma ci sguazza come in altri materiali più o meno liquidi).

Non me ne voglia Landini, che, ad oggi, sarebbe l'unico che voterei ben volentieri se dovesse fare il grande passo e fosse supportato da un programma condivisibile, se parto dalla sua situazione per sviluppare un ragionamento, lo so certe volte miro troppo in alto, sulla situazione politica italiana.

Il segretario della Fiom fa il sindacalista e dice cose che riguardano il sindacato, si potrebbe dire che dice addirittura delle banalità perché fanno parte della dialettica e del mestiere del sindacalista. Il problema è evidentemente diverso ovvero che ci dovrebbe essere qualcun altro a dire alcune, molte, delle cose che dice il sindacalista. Landini non fa altro, non per sua scelta, che occupare lo spazio politico che nessuno occupa più. Le vibrate, per dire così, proteste dopo il manganellamento degli operai di Terni sono normali per un sindacalista che vede picchiati i suoi operai, preoccupano invece le misurate parole dei politici, non è bello, si doveva evitare, ecc.ecc. Per non parlare di molta stampa, principalmente televisiva, che assolve le forze dell'ordine italiane ma è di facile condanna con le violenze delle polizie di altri paesi.

A parte che non si vede più un parlamentare accompagnare e partecipare alle manifestazioni degli lavoratori che stanno perdendo il posto. Senza per questo parlare di Berlinguer ai cancelli della Fiat. Ma il semplice accompagnarli al portone del ministero del lavoro, il semplice far sentire che la politica pensa anche a loro. Ma d'altronde con le parole di Berlusconi e dei suoi accoliti per passare a quelle di Renzi e dei suoi accoliti chi ha coraggio di schierarsi con i più deboli?  Se un milione di persone scende in piazza e viene liquidata come una manifestazione di invisibili cosa ci si può attendere dal Pd?

Come dicevo: chi ha coraggio di schierarsi con i più deboli? In Italia ormai pochi. Anche nel sindacato che sconta errori del passato. Gli operai non pagano in termini d'immagine chi si accompagna loro, non hanno la cravatta e nemmeno il girocollo blu, a buon bisogno sbagliano anche i verbi e conoscono poco il congiuntivo ma sanno quali sacrifici si fanno per mantenere una famiglia.

Quindi non è Landini il problema ma è la concezione della politica che è cambiata. Non è più la sintesi di un'elaborazione che viaggiava, spesso deragliando, su due binari tra base e vertici dei partiti. Ora c'è un solo binario che parte dall'uomo solo al comando, chiunque esso sia, e va verso la base che viene soddisfatta con promesse e blandizie e tenuta buona con minacce e sottili, mica tanto, ricatti.

Quindi Landini, senza il supporto di un programma politico che non lasci spazio ad improvvisazioni, correrebbe il rischio, stante questa situazione, di diventare l'ennesimo uomo simbolo senza futuro politico perché espressione di una sinistra divisa e perdente. Da non sottovalutare che molti politici si sentirebbero usurpati del loro spazio d'azione e certamente non farebbero altro che ostacolare la cosa. Di conseguenza solo un ricco e forte programma politico da portare avanti da subito, senza attendere le ultime settimane e abborracciare una coalizione destinata a perdere come insegna il recente passato, potrebbe dare un futuro al Landini politico.

Questo è il problema che il Segretario della Fiom dovrebbe affrontare se vuole intraprendere quella strada, fare quello che non ebbe il coraggio di fare Cofferati dopo la manifestazione dei tre milioni e non ha nemmeno Camusso oggi, dare uno sbocco al milione di persone che erano in piazza il 25 ottobre. Il sindacato in quanto tale deve farsi partito? E' questo lo sbocco nuovo? Non lo so ma forse varrebbe la pena ragionarci sopra.

5 commenti:

il Russo ha detto...

Sul Landini sindacalista nulla da dire, sul politico si rivolgerebbe (anche) ad un'area, quella dei Movimenti, con la quale si è reciprocamente annusato ma che non ha saputo (voluto?) capire fino in fondo.
No, non tocca a lui, tocca alle nostre idee e ai nostri valori occupare quello spazio, come e con chi è tutto da inventare.

silvano ha detto...

Uno dei tanti problemi della politica italiana qui ed ora è che Renzi - lasciamo stare le considerazioni personali - non ha oppositori degni di questo nome all'interno del PD e nemmeno fuori e Landini potrebbe esserlo. Io però lo preferirei come vero capo del sindacato italiano (da rinnovare e anzi rifondare), visto che Bonanni era quel personaggio che in molti abbiamo sempre pensato, che Angeletti è il nulla e che la Camusso non è indipendente.

Gap ha detto...

"come e con chi è tutto da inventare", e ti pare poco? E' tutto lì il nocciolo della questione. Come, con chi e, principalmente, per cosa. La questione del leader è successiva a meno che non si presenti qualcuno con idee condivisibili dalla maggioranza che sente di essere a sinistra, e ci vuole poco, di questo governo o del Pd.

Silvano, è vero, forse è l'unico che può rivitalizzare il sindacato, anche se sono stanco delle virtù taumaturgiche dei singoli, ma per farlo, in questo momento, dovrebbe mettere i piedi nel piatto anche della politica. Lo vuole? E' in grado? E torniamo alle domande di cui sopra. Con chi, come e perché. E ricomincia la danza.

listener-mgneros ha detto...

Perché bruciarsi per fare un favore a chi poi potrà dipingerlo come il nuovo pericoloso comunista? Meglio rimanere voce libera dove è ora, non verrà mai eletto qualora si presentasse e finirebbe dentro alle ragnatele che stanno impestando la sinistra italiana, perdendo così anche quella libertà che gli permette di dire cose dirette e reali senza cadere nel solito populismo canceroso italiano.
Mancavo da un po' da queste parti, ma leggevo :D Vedo commenti di vecchi blogger :D

Cri ha detto...

Io sono ignorante in materia. Ma secondo me il sindacalista è un politico - oh, se lo è - di una particolare sfaccettatura. Che gioca in un campo preciso, che è traversale rispetto ai giochi di potere di destra e sinistra. Lo stesso Landini lo dichiara, quando racconta i suoi primi scazzi, da ragazzo, con i dirigenti della cooperativa "rossa" dove lavorava, per il riconoscimento del diritto al disagio.
E tale deve restare, se è un bravo, autentico sindacalista. Perché a giocare quel gioco lì bene, con coerenza e correttezza, e con passione sincera, non c'è rimasto più nessun altro. Il che, a mio parere, è un altro dei gravi, gravissimi motivi della degenerazione sociale e politica del nostro Paese.