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giovedì 25 settembre 2014

Omicidi e femminismo

Vagando tra le innumerevoli chiacchiere più o meno serie, anche riguardanti argomenti serissimi che si trovano nella rete, mi sono imbattuto in questa frase: "Se l'uomo riuscisse a fare "spallucce", a pensare che morto un papa se ne fa un altro, non solo ci sarebbero meno drammi, ma calerebbe moltissimo anche la prosopopea di certe donne che giocano il proprio potere sulla fragilità psichica di molti uomini". Il tutto detto a commento di un articolo sull'eterna condizione femminile in Italia e nel mondo.

Che dire? Di certo l'uomo che ha scritto queste parole ha perlomeno le idee confuse. Da una parte dice, e non sono d'accordo, che le donne avrebbero potere sugli uomini perché costoro sono psichicamente fragili ma poi pretenderebbe che gli uomini imparassero a fare "spallucce", ovvero fregarsene delle donne quando vengono lasciati. E come possono fare, secondo la sua logica, a fare spallucce se sono psichicamente più deboli?

E qui scatta la giustificazione, a voler essere buoni forse non voluta: essendo io inferiore mentalmente alle donne, e non essendo in grado di avere con esse un rapporto normale e di accettare anche l'eventualità che questo possa finire, per liberarmi dell'ossessione mi resta solo l'omicidio, l'applicazione dell'unica cosa in cui sono superiore, la violenza.

E' il continuo gioco del ribaltamento della causa/effetto, è vecchio e non varrebbe nemmeno la pena controbattere ma l'ignoranza persistente e dilagante unita all'accondiscendenza, le giustificazioni di madri e parenti vari verso i maschi predatori e assassini non permette di prendere sottogamba nemmeno queste corbellerie. Il problema sembra diventare il femminismo, le femministe o coloro i quali, indipendentemente dal sesso, discutono, segnalano, condannano la violenza sulle donne. Ma forse è vero quel che dice il commentatore, forse siamo in presenza di una consistente parte dell'universo maschile che è psichicamente fragile (e con la mania di possesso) ma non nel senso che intende il commentatore. Fragile perché non è in grado di concepire il semplice pensiero che siamo tutti uguali, senza questioni di sesso, colore di pelle, religione.

Il femminismo e le femministe esistono perché da sempre la società si è fondata sulla forza fisica, sulla prevaricazione del debole da parte del più forte. Millenni passati ad essere infastidite, importunate, violentate, uccise e oppresse in ogni caso, dalla famiglia al lavoro, discriminate e senza diritti. In tutti i campi, dai rapporti personali ai rapporti economici. E così come nacque il comunismo, le teorie socialiste, per combattere la prevaricazione del ricco sul povero così è nato il femminismo, per combattere la prevaricazione dell'uomo sulla donna. E' una semplice questione di consequenzialità, ma forse questi uomini psichicamente fragili non sono in grado di comprendere nemmeno questa banale equazione.

La prosopopea la mette in campo chi non ha il buon senso di accettare e di dire che questa situazione non può andare avanti.

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