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domenica 14 settembre 2014

Caro giovane amico scrittore

Capita che un giorno su Fb mi arrivi una richiesta di amicizia da una persona a me totalmente sconosciuta, prima di premere accetta vado a vedere di chi si tratta e scopro che abbiamo 5 amici in comune, tre conoscenze personali e due di Fb. Premo accetta e finisce lì. Leggendo gli aggiornamenti scopro poi che il giovane in questione ha un certo nome per aver ricevuto delle recensioni di un libro ancora non pubblicato. Occupandomi a livello dilettantesco dell'argomento la cosa mi incuriosisce alquanto e alla fine mi azzardo a mandare questo messaggio, 10 settembre ore 14.50 e letto immediatamente come da orario del social network: Dove posso leggere il tuo romanzo inedito? In caso questo è il mio indirizzo mail ...". Certo, riconosco che, come è mio solito, non sono stato diplomatico e direi che forse un ciao, un buongiorno avrei potuto scriverlo ma il contenuto e il senso del messaggio non sarebbe cambiato.  

Ormai sono passati alcuni giorni dalla mia richiesta dettata esclusivamente dalla curiosità di lettore, come dice una mia amica "leggo di tutto, anche cazzate", figuriamoci un libro di cui si parla bene ma che non trova un editore disposto a pubblicarlo. Ora, senza spirito polemico eccessivo, qualche considerazione mi sento in diritto e dovere di farla.

1) Da quando sono su Fb non chiedo amicizia a nessuno, snobismo? Voglia di non invadere lo spazio altrui? Non lo so. Salvo rare eccezioni mi sono sempre attenuto a questa regola. Quindi, mio giovane amico, non sono venuto io a cercarti ma il contrario.

2) Mi sono dato una regola: non parlare di libri scritti da amici, reali e virtuali, in special modo da quando i miei consigli di lettura vengono pubblicati dalla rivista on line succedeoggi.it. Ne sanno qualcosa autori, professionisti o meno se mi passate la definizione e senza che nessuno si offenda, come Ida Verrei, Gioia Salvatori, Lorella Fanotti, Giacomo Verri che mi ha chiesto l'amicizia mentre leggevo il suo Partigiano inverno, Julie Vignon e chiedo scusa a coloro che ho dimenticato. Andrea Carraro mi ha chiesto l'amicizia dopo che ho scritto di un suo libro e non me lo aspettavo. Mi rendo conto che ho sbagliato a chiedere di leggere il libro, se mi fosse stato mandato sarei stato costretto a parlarne e a venire meno al mio principio.

3) Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Quindi il problema non è se il libro mi sia stato mandato o meno. E' la mancanza di risposta, fosse essa stata anche solo per farmi notare il tono o la presunta maleducazione, che mi disturba.

4 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Mah, io sarò uno snob antisorcial, ma è più forte di me: continua a bastarmi quella ridicola espressione, "chiedere amicizia", per farmi accapponare la pelle... :)

Ernest ha detto...

più vado su facebook più scrollo la testa... mamma mia

Dumdumderum ha detto...

Regola numero uno (di cui parla diffusamente il blog GiraMenti: mai accettare amicizie da "Gennarino Coccolino Scrittore" che vuole una recensione, una lettura o anche solo il famigerato MiPiace al suo aborto letterario, e che prima o poi lo "pubblicherà" a pagamento - nel senso che LUI paga l'editore, non viceversa - smaronando tutta la sua cerchia di conoscenze sul Tomo delle Facce di Merda per acquistarlo, già, perché DEVE rientrare di quei tremila euro che ha buttato nel cesso con l'editoria a pagamento.

Gap ha detto...

Lui non ha chiesto nulla, sono io che ho fatto l'errore di chiedere in lettura il libro non ancora pubblicato. A lui addebito solo il fatto che non abbia risposto.