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giovedì 10 luglio 2014

Vendetta

Cerco, per quanto è possibile, di non badare alle dietrologie, ai pensieri obliqui di molti ma ci si viene tirati dentro dal succedersi delle cose.
Vista la pianificazione, durata e conseguente minaccia dell'invasione via terra di quello che qualcuno chiama Stato di Palestina da parte dello Stato di Israele come reazione al rapimento e uccisione dei tre ragazzi, siamo ancora sicuri che non sia tutto imbastito, come dicono alcuni, per scatenare questa vendetta e indebolire e mettere in crisi da subito la ritrovata e fragile alleanza tra Hamas e l'ala più morbida del movimento palestinese?
Vorrei poter dire con certezza che non è vero, che è un'esagerazione ma lo svolgersi dei fatti mi spinge a prendere in considerazione l'ipotesi.

8 commenti:

Ernest ha detto...

quello che sta succedendo ancora una volta sotto gli occhi del mondo è vergognoso... e concordo con te

silvano ha detto...

Non lo so, non sono portato ai complottismi. Certo che la vergognosa classe dirigente israeliana capeggiata da Netanyahu, lascia spazio a dubbi, molti dubbi. Se aggiungiamo che Netanyahu sta esprimendo una leadership in crisi di consenso interno, e se aggiungiamo pure che anche Hamas è in crisi di consenso tra la massa silente dei palestinesi, allora vien da fare 2 + 2 dicendo che la guerra rinforza entrambi gli schieramenti. L'insistere nel tirare missili da parte di Hamas, che saran pure poco più che petardi da un punto di vista militare, ma che hanno effetti di terrore sulla popolazione e "giustificano" da parte di Israele l'uso smodato e criminale della forza lascia spazio alla formulazione di complotti, quasi che Netanyahu e Hamas si fossero messi d'accordo. Insomma ho l'impressione che due debolezze si stiano rinforzando reciprocamente a spese delle popolazioni. Sbaglierò ma sto diventando anch'io complottista.
ciao, silvano.

Cri ha detto...

Quoto Silvano.

Gap ha detto...

Non mi sembra che alcun palestinese, nemmeno il più estremista, possa sperare in qualcosa da una situazione del genere. Israele ha una posizione di forza, grazie all'appoggio di tutto l'occidente e con la paura che aleggia nell'aria dell'islam estremista. E' e sarebbe una tattica suicida. Poi di ipotesi se ne possono fare a bizzeffe. E ci andremmo comunque vicini all'ipotesi del complotto.

silvano ha detto...

Siamo nell'ambito delle ipotesi ovviamente, e certo nessuno di noi ha accesso alle informazioni del mossad, ma Gap dire "Non mi sembra che alcun palestinese, nemmeno il più estremista, possa sperare in qualcosa da una situazione del genere" pur avendo del buon senso, mi vien da obiettarti: ma perchè allora Hamas di ostina a tirar razzi con nessuna possibilità di arrecare offese di una qualche anche minima entità, disponendosi a pagare il prezzo di ritorsioni violentissime fatte con le armi più moderne e devastanti?
Le risposte possibili che mi sovvengono sono in ordine sparso:
1) Hamas è un'emanazione del mossad.
2) Hamas con una popolazione non vandalizzata quotidianamente dal vicino Israele non avrebbe ragione di sussistere, perderebbe l'humus e l'appoggio su cui è cresciuta e prospera.
3) Quelli di Hamas sono degli imbecilli.

Cri ha detto...

http://www.internazionale.it/opinioni/rami-khouri/2014/07/10/gaza-e-un-vicolo-cieco/
Questo articolo forse non aggiunge nulla al dibattito, ma mi sembra una buona analisi della tragedia.

Gap ha detto...

La seconda mi sembra corretta. O perlomeno vorrei che lo fosse.
Per quel che riguarda i qassam è che devono far vedere che, per alcuni versi giustamente anche se si innesca una meccanismo di reazione a catena, che non cedono.

silvano ha detto...

Ora senza inoltrarsi in tentavi di analisi geopolitici, un paio di cose di possono dare per appurate. Uno è che la palestina è il confine, il punto di attrito anche fisico, tra il mondo occidentale e il medio oriente; due è che i contendenti chiaramente o non sono in grado o non hanno la volontà di uscire dal conflitto che ormai dura, praticamente dalla fine della seconda guerra mondiale.

Quindi ci vuole un terzo attore a dirimere la questione, e questo terza parte deve essere super partes. Gli USA pur essendo gli unici ad ora per potenziale capacità hanno dimostrato di essere pesantemente di parte.

Bisognerà quindi aspettare fino a quando l'europa avrà una politica estera per chiudere quel conflitto. Prima la vedo difficile, per non dire impossibile.

La scorciatoia di fare entrare Israele nella UE, magari è anche praticabile ma potrebbe anche essere estremamente pericolosa con il rischio che, invece di risolvere portando Israele ad un comportamento più tollerante e alla soluzione del conflitto, sia Israele a portare di fatto l'Europa a schierarsi e ad ottenere un drammatico e inimmaginabile allargamento del conflitto.

Non posso che essere pessimista.

ciao, silvano.