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venerdì 4 luglio 2014

L’elenco telefonico di Atlantide

Innanzitutto un grazie a Tullio Avoledo per essersi fermato a 525 pagine, avrebbe potuto andare avanti ad libitum, con il suo ormai antico libro d’esordio L’elenco telefonico di Atlantide, letto nell’edizione della Sironi Editore, 2003, trovata usata e gratis e disponibile in diverse edizioni e prezzo. Grazie anche per aver scritto un libro divertente che non risente della lunghezza se non in poche pagine.

Dentro c’è di tutto, la fantascienza, il fantasy, il noir, il giallo, un profluvio d’ironia e un tocco di sesso che non guasta. Un po’ Indiana Jones e Martin Mystère, un cincinnino di nazisti, ebrei e campi di concentramento, un’ abbondante dose di esoterismo e leggende, mitologia egiziana a profusione, un tocco di Aids, distorsioni spazio temporali (e altro ancora) e  molta vita di tutti i giorni come potrebbe essere quella di un legale che lavora in banca, una banca che solo dal nome si capisce che non può avere storia e che ce ne ricorda molte di vere, Cassa di Credito Cooperativo del Tagliamento e del Piave il cui acronimo è CCCPT che ricorda vagamente l’URSS di un tempo СССР.

Una vita già piena di problemi condominiali, del figlio malaticcio e di una fusione aziendale che stravolge la vita di Giulio Rovedo. Non la sconvolge solo sul piano lavorativo e familiare ma la fa precipitare in un complotto internazionale alla ricerca di un qualcosa che si scoprirà solo nella seconda parte del romanzo. Rovedo, legale nella CCCPT nella sede di Pista Prima, affronterà il tutto con humour e non disgiunto cinismo.

Divertente, in alcuni punti esilarante, colmo di citazioni, un intreccio di storie e situazioni che Avoledo domina con maestria, ricordiamoci che è un’opera prima, portando a compimento il tutto con il classico colpo di scena finale. Improvvidamente qualcuno lo ha paragonato a Il Codice da Vinci perché tra i due c’è una enorme e sostanziale diversità, Dan Brown si prende sul serio, Tullio Avoledo no, sa cosa sta scrivendo e si comporta di conseguenza sparpagliando nelle pagine dubbi e sarcasmi anche verso ciò che sta scrivendo. E’ come se avesse gettato in un robot da cucina letteraria gli ingredienti e avesse dato il via fermando l’elettrodomestico dopo 500 e passa pagine, lo avesse servito su un’elegante piatto da portata e poi decorato prima di servirlo in tavola. Consigliabile a chi voglia rilassarsi, leggere e divertirsi.

Tullio Avoledo, all’epoca della pubblicazione del libro, lavorava realmente nell’ufficio legale di una banca.

1 commento:

Harmonica ha detto...

Grande libro e ottimo scrittore, ti consiglio anche gli altri libri da lui scritti.