Pagine

domenica 20 luglio 2014

La guerra di Gaza

L'Occidente non interviene perché lo Stato di Israele è sì un baluardo dei propri interessi in Medio Oriente ma anche perché è vittima della sudditanza psicologica per aver permesso il massacro degli Ebrei da parte dei nazisti avendo sottovalutato o ignorato le denunce sull'esistenza dei lager che erano arrivate.

Lo Stato di Israele, che sempre con l'appoggio dell'Occidente ignora le risoluzioni dell'Onu (andrebbe abolito vista la conclamata inutilità), sta portando avanti una guerra contro una popolazione, chiamarlo Stato della Palestina mi sembra tragico, che non è in grado di difendersi. Una guerra vigliacca, ancora più odiosa se fosse possibile fare una scala di gradazione delle guerre. Una guerra che rasenta la pulizia etnica, non prendiamoci per i fondelli chiamandola in altri modi, anche se il numero dei morti, secondo gli israeliani, non è "eccessivo", continuando con la privazione della libertà, con la distruzione delle abitazioni, degli ospedali, delle scuole, delle attività lavorative rendendo sempre più il popolo Palestinese ricattabile e schiavo di coloro che gli tenderanno la mano per aiutarli a risollevarsi. E il tutto sempre con la complicità dell'Occidente. Una guerra che tanto chirurgica non è e non è mai stata tranne che per molti, troppi giornalisti italiani.

E noi siamo qui, impotenti e rabbiosi, a rilanciare le notizie sempre tra di noi, anche quelle che a una più attenta lettura risultano essere delle bufale o dei travisamenti. Coloro che potrebbero intervenire tacciono per convenienza, per codardia, per ignavia.
E intanto i Palestinesi muoiono.

P.S. Non è mia abitudine pubblicare foto dal contenuto forte ma per gli equidistanti, i codardi, gli ignavi forse possono essere utili.

2 commenti:

silvano ha detto...

E' difficile commentare il tuo post. A leggerlo con attenzione non si può che essere d'accordo. Un popolo massacrato che paga le debolezze politiche di altri e viene reso con il massacro ancora più succube di violenze e voleri d'altri. Una situazione che continua ad avvitarsi su sè stessa e a scavare fossati e trincee di odio.
Penso con la tristezza nel cuore a quando sembrò per un momento che Rabin e Arafat ce l'avessero fatta a individuare le basi su cui costruire il futuro di due popoli. E con il senno di poi quella era la via giusta, tanto che entrambi furono poi assassinati.

Ernest ha detto...

Concordo su tutto Gap, la sensazione è quella di essere impotenti e il silenzio di chi potrebbe dare qualcosa fa davvero male... non una parola da governi, solo qualche atto di ritiro degli ambasciatori.
Tanta rabbia e tristezza.
qualcuno dovrebbe dare indietro il nobel per la pace