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giovedì 31 luglio 2014

In ricordo di Franco Ferrucci



Brutto stronzo te ne sei andato senza salutare.

Ci saremmo dovuti vedere forse sabato prossimo ma non rispondevi al telefono e come al solito ho pensato che non eri cambiato. Dopo gli ultimi scambi di opinione su fb sulla crisi de l’Unità mi era tornato alla mente un particolare che avrei ricordato quando ci saremmo visti. Ricordi quando venimmo a Livorno? Era tanto tempo, troppo, fa e ci fermammo da te per qualche giorno. Ricordi? andammo a fare la diffusione di quel cazzo di giornale su è giù per i palazzi livornesi parlando di politica, di comunismo e altro ancora, un po' seri e un po' faceti.

Non potremo farlo più perché l’Unità ha di nuovo chiuso e tu ci hai lasciato, all’improvviso come le tue scampanellate alla porta di casa.
Potrei scrivere milioni di righe sulla nostra conoscenza, amicizia rimasta viva e privata nonostante i casi della vita ci abbiano allontanati materialmente. Potrei scrivere delle mangiate, degli scherzi, dei libri venduti insieme, delle feste de l’Unità con i pargoli al seguito, del tuo essere libraio e del tuo essere editore. Ma scrivere con le lacrime agli occhi è difficile.
Ciao Francone, per me resti quello immortalato nella foto che meglio ci rappresenta, giovani, belli non so, comunisti e speranzosi.

2 commenti:

Ernest ha detto...

commento in punta di piedi... ancora un abbraccio

Bastian Cuntrari ha detto...

Siano maledetti questi giorni in cui il destino sembra riservarti tanto dolore senza soluzione di continuità. Certamente siamo poca cosa se paragonati a ciò che ti è stato tolto, e non parlo solo dell'amico Franco. Ma siamo qui, e ti abbracciamo forte, Gap. Lo senti l'abbraccio forte forte, Capo?