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sabato 12 luglio 2014

Alla ricerca dei luoghi ebraici italiani

Rovistando nel solito mercatino di libri usati ho trovato un’interessantissima Guida all’Italia ebraica della Marietti edita nel lontano 1986 e ancora in commercio. L’edizione è molto bella con il suo sapore d’antan, con le foto in bianco e nero e rilegata. Chissà perché è finita in quel posto.
Gli autori, Annie Sacerdoti con la collaborazione di Luca Fiorentino, ci propongono un’accurata raccolta di luoghi legati alla cultura ebraica intimamente connessi alla storia d’Italia a partire dall’antica Roma. È una lettura interessante e consigliabile, in particolare modo per coloro che pensano che gli ebrei in Italia siano degli intrusi e non sanno quanto della loro cultura faccia parte del nostro vivere quotidiano. Nella breve introduzione si dà una infarinatura storica sulla loro presenza nella penisola mediterranea e il suo evolversi fino ai giorni nostri. La cosa poi si ripete nelle presentazioni dei luoghi divisi per regioni e percorsi ragionati regionali. Molto interessanti anche i brevi cenni storici città per città.
guida all'italia ebraicaLeggendo la Guida come un libro, e scremando quindi le cose strettamente turistiche verificabili solo sul posto, si ha un quadro completo o quasi della penetrazione della religione ebraica e della relativa cultura nelle varie zone. Fortunatamente ho visitato alcuni dei tanti luoghi citati. Per esempio la Sinagoga di Casale Monferrato o quella di Pitigliano, nelle indicazioni della guida ancora da restaurare. Si trovano anche storie singolari come quella degli Ebrei di Sannicandro, in Puglia. Interessante nascita di una piccola comunità dal nulla e ampiamente trattata da Elena Cassin nel libro San Nicandro – Un paese del Gargano si converte all’ebraismo, Corbaccio 1995. Lungo è l’elenco delle comunità scomparse grazie alle varie persecuzioni, alla creazioni di ghetti a cui non si sono sottratti i vari regni e regnetti, in prima fila lo Stato Pontificio,  che si sono succeduti sul patrio suolo. Per arrivare poi alla grande tragedia del nazi-fascismo.
Un’idea per i fortunati che si accingono a partire per le vacanze in qualsiasi angolo d’Italia. Tralasciate per qualche ora il mare o la montagna e immergetevi in una realtà sconosciuta ai più. Potreste scoprire storie diverse, comunque nuove, che non possono far altro che arricchire la cultura personale e il rispetto per gli italiani di religione diversa da quella cattolica.
Quanti sanno che in Trentino non ci sono comunità ebraiche? E perché? Tutto parte dal clima di quegli anni, seconda metà del 1400, con i «nuovi inquietanti fermenti anti-ebraici» portati avanti anche da alcuni frati molti conosciuti come Bernardino da Siena e Bernardino da Feltre. E grazie a questi negativi fermenti a Trento si accusarono gli ebrei di aver rapito e ucciso un bimbo, Simonino, per presunti riti pasquali cruenti. Simonino fu fatto beato, gli ebrei condannati a morte e espulsi dalla regione, a loro volta le vittime «lanciarono la scomunica, lo herem, contro questa regione, per cui, da allora, non si è più formata qui alcuna comunità». Per chi volesse approfondire, non solo sul fatto specifico, Ariel Toaff Pasque di sangue – Ebrei d’Europa e omicidi rituali, il Mulino.

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