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lunedì 28 luglio 2014

A proposito di cartine della Palestina

Circola un post che teorizza la falsità della progressiva espansione dello Stato di Israele. Dato che siamo nel campo delle opinioni ripubblico un post dell'agosto 2011. Se vi va leggetelo. 

Nel 1927 iniziò la pubblicazione a dispense di un opera chiamata Mundus edita dalla Sonzogno. Sono andato a visitare il sito della casa editrice e nulla ho trovato sulla sua storia e sulle pubblicazioni dell'epoca se non rapidi accenni all'era che fu. Ho usato il termine Era con cognizione di causa, siamo infatti, come detto, nel 1927 e già da qualche anno era stata introdotta la nuova numerazione che teneva conto dell'Era Fascista. Ma torniamo a Mundus e al perché di questa citazione da topo di biblioteca.
In un precedente post ho utilizzato una cartina del Medio Oriente del 1937 reperita in internet per far vedere come era in quell'anno la situazione della Palestina. Da Mundus ho estratto una cartina risalente, appunto, al 1927. Non penso che ci sia bisogno di ulteriori commenti se non riportare un passo di questa "enciclopedia geografica" (raccolta dal nonno di Luz e rilegata, giustamente, per continenti) che risente di una concezione dell'etnologia e dell'antropologia, a dir poca, viziata dai pregiudizi culturali e politici, che tanti danni avrebbero prodotto da lì a breve, dell'epoca.
Dopo l'Arabia, nel volume dedicato all'Asia, viene "Siria e Palestina"e nel capitolo "Genti" si può leggere: "Tutte le razze umane sono rappresentate in questa contrada, rimescolate, con incroci multipli, parlando ciascuna una propria lingua e vestendo un suo abito nazionale. Infatti, vagando per le vie di una città, vi si vede l'africano dai capelli lanosi e dalla carnagione nera, ricoperto di un semplice straccio girato ai fianchi e fissato con una cintura od anche più semplicemente con una corda; vi si vede il fiero Persiano dalla lunga casacca scura; l'abbronzato e magro Arabo con l'enorme turbante e il caftan; il piccolo e tozzo Turco; l'antico Semita, dominatore un tempo del paese, ora sporco e stracciato; il Druso e il Maronito, discendente dei Fenici; l'Armeno; il Greco; l'Europeo in tutte le sue varietà. (Solo per l'africano non è stata usata la maiuscola. N.d. Gap) E tutta questa gente passa sotto il nome generale di Siriaca nelle città e sotto quello di Kufar o Fellah nelle campagne facendo il sedentario, mentre il beduino nomadi si conosce col nome di Tuara. Pure essendo tutte queste genti di razze differenti, trovansi legate fra loro strettamente dal sentimento religioso, come i Maroniti del Libano Occidentale, i Metuah di Tiro, che sono Sciti maomettani, e i Nazareni, i Kurdi e Armeni, gente sbandata da ogni dove. ...

Parlando dei siriaci ad un certo punto si dice: "La menzogna è il sale dell'uomo" e più avanti: "Mancano per la donna di qualunque considerazione, ritenendola un essere impuro". Nel paragrafo dedicato a "Il gruppo ebraico" possiamo leggere:
"Il Gruppo ebraico trovasi in questa contrada, che fu il suo maggior dominio, rappresentato da appena un centinaio di migliaia di membri raccolti più densamente nei distretti di Damasco e di Gerusalemme, centri di maggior sfruttamento, e anche alla base dei monti Safa. In maggioranza hanno dimenticata la loro lingua antica, considerata fra le morte, e parlano invece dei dialetti, fra cui manca l'ebraico germanizzato. ... Malgrado questo insieme di razze diverse, si sono plasmati nel tipo israelita con certi caratteri evidenti, tali il naso curvo quasi uncinato, lo sguardo vivace, i capelli cresputi, il labbro inferiore grosso, la ristrettezza del torace, la statura media, il piede piatto, così da obbligarli ad una camminata speciale, resa più evidente con l'età matura, oltre a tutti gli altri caratteri psichici intellettuali".

Mentre per la questione culturale passi avanti sono stati fatti, per la questione politica e i conflitti siamo fermi e tendenti all'involuzione.

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