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giovedì 26 giugno 2014

Egregio signor Balotelli



Egregio signor Balotelli,
la chiamo così perché occorre riprendere le giuste distanze, non è mio figlio, amico o conoscente e nemmeno casualmente ci siamo incontrati quindi non vedo perché ci dovremmo dare del tu e mancarci di reciproco rispetto. Dicevo, signor Balotelli, che per una volta condivido il suo pensiero, una parte sia chiaro, espresso su un social network e riportato dai giornali, spero giustamente perché è su quello che sviluppo il mio pensiero.
Lei dice: «Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano . L'ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste arrabbiato deluso con me stesso. Si magari potevo fare gol con la Costa Rica avete ragione ma poi? Poi qual è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) quindi cercate un'altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo Paese. O forse, come dite voi, non sono Italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro " fratello" . MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più. VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero

Lasciamo perdere la contraddizione espressa nel primo pensiero dovuta forse alla giusta, in parte, rabbia e al suo carattere impulsivo. D’altronde a lei si chiede di giocare bene a pallone e non giocare con le parole. Se si iniziasse a prendere in considerazione anche questa ipotesi forse ci sarebbe un po’ meno pressione su di lei e anche un po’ di comprensione in più. Ma lei non può chiedere di essere ignorato, è un personaggio pubblico, è un irrequieto e le due cose insieme, con l’aggiunta della sua attività sui s.n., la pone per forza di cose all’attenzione dei colti e degli incliti. Se vuole che la suddetta pressione diminuisca inizi a diminuire la sua presenza sui social network e impari a ignorare gli ignoranti che non avendo parole per argomentare le critiche o non avendo gli argomenti stessi l’insultano. Non tralasci che molti di costoro sono mossi anche da una non tanto sottile invidia.
Ma torniamo al punto di partenza. La frase che realmente mi interessa è questa: “Gli africani non scaricherebbero mai un loro " fratello" . MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti.” Innanzitutto lei ha utilizzato una parola che sono anni che non pronuncio, negro forse ce la chiamano quelli di cui sopra, quelli senza argomenti calcistici e sociali da mettere in campo, quelli che sono anche invidiosi. Avrebbe fatto meglio a non utilizzarla come avrebbe fatto meglio, sempre secondo me, a non scegliere quel paragone. Lei è giovane ma non è stupido come pensano in tanti, quindi saprà benissimo quale logiche muovono gli interessi tribali africani come gli interessi “tribali” europei o di altri luoghi, europei state calmi prima di rispondere e ripensate alla guerra dell’ex Jugoslavia. Le racconto un breve fatto. Una sera, anni fa, ero a cena con alcuni amici africani di diversi paesi d’origine e diverse etnie. Dato che sono uso a non farmi mai i fatti miei, come dimostra questa lettere, dissi loro più o meno queste parole: “Siete di paesi diversi e se siete dello stesso paese siete di etnie diverse, come mai qui andate d’amore e d’accordo e in Africa vi massacrate senza risparmio d’energia?”. Non ottenni risposte ma il raffreddamento dei rapporti da parte di alcuni di loro. Per andare sul più leggero le direi di andarsi a rivedere la litigata tra i giocatori camerunensi così come quelle di squadre “bianche”. Non c’entra nulla il colore della pelle nei litigi dovuti al calcio, esclusi i razzisti mi pare chiaro. Si ricordi sempre che quando si perde c’è sempre bisogno di un perché e un per colpa di chi. Ecco, lei è il candidato ideale per i suoi trascorsi anche se ha una ancor giovane età. E nemmeno può dire a sua scusante che non era stato avvertito. Si è parlato più di lei in questi ultimi anni che della crisi economica.
Ma la cosa più grave l’ha detta portando nel discorso un certo non so che di supremazia razziale fornendo ai suoi detrattori un’arma in più. Non è eccesso di polemica il mio, ma non sopporto, chiunque lo faccia, che si inserisca a qualsiasi titolo il concetto di supremazia razziale come fa lei forse anche non volendo. Lo dovrebbe sapere bene lei che deve combattere tutti i giorni con chi la insulta facendosi schermo proprio con quel concetto di supremazia razziale che lei mette in campo. Sia più riflessivo la prossima volta, poteva esprimere il concetto senza cadere nel tranello degli ignoranti.
Avrei da dire anche sull’aspetto calcistico della sua prestazione come di quella degli altri calciatori, ma le risparmio le mie considerazioni da divano. E, comunque, si ricordi, per me non è un negro o un nero o colorato, è Mario Balotelli, un calciatore che ancora deve farci vedere cosa realmente sa fare e che più di qualche volta fa delle stronzate come tutti. Condannabile e criticabile come tutti e che non può pretendere di essere assolto a priori per nessun motivo, come tutti.

1 commento:

Bastian Cuntrari ha detto...

Capo, non dirlo a Luce, ma ti amo ogni giorno di più!