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martedì 18 marzo 2014

Max Stirner, l'unica biografia

Spesso i libri sono una battaglia, principalmente con la memoria. E così è stato anche nel caso del libro di John Henry Mackay Max Stirner. Vita e opere, Bibliosofica, 227 pagine 13€. Mackay (1864-1933 e a cui andrebbe dedicata una riflessione a parte…) era uno scrittore tedesco di origini scozzesi che “incontrò” Max Stirner nel 1887 quando il filosofo tedesco era morto e caduto nel dimenticatoio da poco più di trenta anni. La lettura del testo più importante di Stirner, L’unico e la sua proprietà, lo spinsero ad approfondirne la conoscenza e, a quel che risulta, la sua è l’unica biografia del pensatore di Bayreuth.

Copertina_Max_StirnerMa chi è Stirner? Innanzitutto si chiamava Johann Kaspar Schmidt (Bayreuth 1806 – Berlino 1856) e fu un allievo di Hegel, che poi contestò, a Berlino. Ne L’unico e la sua proprietà, a detta di Nicola Abbagnano «il solo scritto notevole», Stirner – pseudonimo formato dalle parole grande (max) e fronte (stirn) come ci ricorda Giovanni Feliciani, direttore editoriale di Bibliosofica, nella introduzione – espone la tesi che «l’individuo è l’unica realtà e l’unico valore». Da ciò ne deduce che l’uomo non può sottostare ad alcuna regola e ad alcun principio essendo solo il singolo la misura del tutto. Tutto ciò che è diverso, altro, dall’io non può aver valore in quanto limite all’individuo preso nella sua singolarità. Di conseguenza anche Dio non è altro che una proiezione dell’uomo. Ma l’idea dell’uomo già entra in collisione con l’uomo stesso, l’individuo, in quanto con la sua essenza potrebbe condizionare l’agire del singolo. Il rifiuto quindi di ogni condizionamento intellettuale, filosofico e materiale portò a fare di Stirner il primo anarco-individualista, anche se sembra che lui mai si sia definito tale. Lascio a chi legge il prosieguo dell’approfondimento dell’idea di Stirner.L’opera di Mackay, inedita fino ad ora in Italia, è basata sulla terza edizione, tirata in 325 copie, del libro dello scrittore tedesco e presenta l’introduzione alle tre edizioni e un’appendice con riproduzioni varie e la storia del ritratto di Stirner, che appare in copertina, fatto da Friedrich Engels.

Il libro risente delle difficoltà trovate da Mackay nel reperire notizie certe sul filosofo che, tolti i due anni seguenti alla pubblicazione de L’Unico, visse una vita riservata e lontana dalla folla e dalla mondanità. La narrazione di queste traversie nel cercare e trovare notizie riempie diverse pagine di Mackay. Interessante la ricostruzione dell’associazione, se si può dire così non avendo alcun tipo di struttura che avrebbe contraddetto il suo stesso nome,  dei “Liberi” che vide Stirner attivo per circa un decennio e dove ebbe modo di frequentare il filosofo e teologo Bruno Bauer che poi si spostò su posizioni molto più conservatrici. Frequentarono i Liberi anche Karl Marx, ma non è certo che con Marx si siano conosciuti personalmente, e Friedrich Engels: entrambi polemizzarono con Stirner dedicando a L’unico e la sua proprietà un capitolo dell’Ideologia tedesca. A Stirner sicuramente è debitore Friedrich Nietzsche che fu perseguitato dall’idea che qualcuno lo potesse accusare di plagio. Certo Stirner non ha avuto una vita facile né lunga (mori a soli 50 anni): la morte del padre, la malattia della madre, la sua malattia, la morte di parto della prima moglie e del nascituro, le difficoltà economiche. E qui mi fermo perché altrimenti vi racconto tutto il libro.

La narrazione, in alcuni punti, è condizionata dall’eccessiva pignoleria dell’autore nel dimostrare che ha esperito tutti i tentativi per raccogliere notizie su Stirner che a sua volta sembra che abbia trascorso la sua vita a nascondersi. Comunque un libro interessante, forse soprattutto per studiosi e/o appassionati.

1 commento:

Ernest ha detto...

grazie non lo conoscevo... un saluto