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sabato 1 febbraio 2014

Una fellatio semiseria (al vago sapore di sp ... iritosaggine)

Correvano, e veloci, gli anni '70 quando Cesare Zavattini sdoganò la parola cazzo pronunciandola ai microfoni della radio. Finto scandalo in una nazione dove nell'ente di informazione pubblico esisteva una lista di parole e di allocuzioni da non utilizzare. Tra queste, "membro del Parlamento" di stringente attualità. Così, grazie a Zavattini, il cazzo perse molto del suo potere eversivo.

Ora, occorre dare atto ai grillini di avere un merito e un, grande, demerito. Hanno reso di uso comune il pompino e i suoi derivati declinati al maschile e al femminile, giusto per la parità dei sessi. E questo sarebbe il presunto merito. A loro detrimento va ascritto invece l'aver privato dell'aura viziosa, proibita, eccitante, privata, licenziosa, ecc. l'atto sessuale fatto con la bocca. Anche se gode di un suo particolare nome latino, cunnilingus, per comodità accomuniamo i due atti sotto un'unica pratica.

Immaginatevi ora che un innocente ragazzino/a (adolescente) abbia letto un qualsiasi quotidiano o sito e pensate poi a quali privazioni questi giovani vanno incontro. Non avranno più nulla da scoprire di questa pratica amorosa di cui si parla sempre sottovoce, a parte i maschi che la denigrano utilizzandola in maniera spregiativa (ma fosse che non ne godono i frutti?). Certo che i grillini ingrillati hanno fatto un danno non da poco.

Ormai l'Italia è una Repubblica fondata sul pompino (è il caso di scriverlo con la maiuscola?) anche tenendo conto che secondo loro le donne che siedono in Parlamento ci sono solo per aver esercitato la nobile arte del pompino. Una domanda sorge spontanea: e le donne del M5S che hanno fatto in cambio della nomina visto che si da per scontato che se non fanno qualcosa nell'ambito sessuale non ottengono nulla? E poi, i maschi per andare in Parlamento cosa hanno fatto? Il cunnilingus? Poco probabile vista la loro mentalità. Allora cosa hanno dato in cambio?

Agli anal-isti l'ardua sentenza.

3 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Letto e condiviso, se non per due questioncelle.
I grillini, maschi e femmine (volutamente non uso "uomini e donne", troppo per loro...) che siedono in Parlamento, non corrono il rischio di incorrere in tali accuse, visto che sono stati eletti dal web: a meno che - tra le tante "app" - non ne sia uscita anche una ad hoc per le pompe virtuali online, magari in streaming.
E poi, l'etichetta al post: "cazzate". Nel senso di "stupidaggini" o "argomenti inerenti al cazzo"?
Comunque, caro Capo, mi sento proprio "vecchia"... nel senso che, queste cose, non sarebbero potute accadere, ai nostri tempi: forse è vero che si stava meglio quando si stava peggio?

Gap ha detto...

Su "cazzate" scegli te, secondo l'umore. Sulla prima obiezione, forse se lo conoscessero meglio, il pompino, si sarebbero evitata la figuraccia.
Sei l'unica che ha apprezzato. Il fatto è che c'è poco da scherzare, dopo i forconi che minacciavano di dare fuoco alle librerie, i grillini sono passati all'azione.

Cri ha detto...

Ah, Zavattini che dice alla radio "oggi pronuncerò una parola che alla radio non si dice mai, cazzo". Mi ricordo della cronaca che lessi in merito, di Luca Goldoni, che commentava "a me sono leggermente tremate le mani mentre scrivevo questo termine, ma al vecchio Zac la voce non è tremata per niente".
Altri, gloriosi, tempi.