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martedì 10 dicembre 2013

Renzi e la sinistra

Dice bene Renzi quando nel suo discorso declamato dopo il risultato delle primarie pronuncia le parole: "Questa non è la fine della sinistra è la fine di un gruppo dirigente della sinistra". Lo dico davvero, ha centrato il problema, ma solo in parte. Senza l'appoggio, checché ne dicano Renzi e il suo staff, di notabili, dirigenti e dirigentucoli del "vecchio" Pd , lui non sarebbe nel posto dove si trova ora. Andate a vedere quali e quanti dirigenti di lungo corso sono saltati sul carro del vincitore, alcuni, occorre dirlo, sin dalla prima ora e sono quelli più apprezzabili e quanti negli ultimi giorni e ore di campagna elettorale, durata una vita. D'altronde è dalla caduta del Muro di Berlino che siamo in perenne campagna elettorale.

A voler essere buoni l'affermazione di Renzi che questa non è la fine della sinistra la si potrebbe prendere per un auspicio dopo che per anni non si è fatto altro che dire "la sinistra è morta". Manca solo che dica "Sinistra alzati e cammina" e siamo a posto. Il problema vero è cosa intendono per sinistra i renziani tutti, anche quelli inconsapevoli che lo hanno votato convinti di votare il nuovo che avanza.

Penso che la sinistra debba essere attenta ai bisogni della popolazione, se possibile anche ai sogni. Dovrebbe porre attenzione ai diritti e ad ampliare la platea di coloro che ne godono e di certo non è sinistra quella che mira a ridurre le protezioni dei lavoratori a vantaggio dei padroni. Sì, li chiamo padroni perché in altro modo sarebbe solo un gioco di parole per farli sembrare diversi da quel che sono. Ma essere padroni non ha un'accezione sempre negativa, dipende solo ed esclusivamente da chi interpreta quel ruolo. Ma dicevamo della sinistra.

E' sinistra quella che si occupa della sanità di tutti e in particolare dei meno abbienti con la sanità pubblica. E' sinistra quella che garantisce lo stesso equo trattamento sanitario minimo a tutti i cittadini. Che non chiuda gli ospedali e i pronto soccorso solo in base alle esigenze di revisione della spesa ma in base alla necessità. E' sinistra quel movimento che riesce a garantire l'applicazione della legge sull'aborto, e se poi qualcuno si vuole fare il cimitero dei feti lo faccia ma senza ledere i diritti degli altri. 

E lo è quando garantisce l'istruzione pubblica e gratuita per tutti, lasciando ai ricchi la scelta elitaria di iscrivere alle scuole private i propri figli. E' sinistra quella che non penalizza la scuola pubblica a vantaggio della privata. E' sinistra quella che permette a tutti i giovani di concorrere in base alle capacità e al merito nella corsa della vita.

E sinistra è anche dire a dare risposte chiare alle domande della gente sui temi citati come agli altri argomenti tralasciati. Sinistra è anche saper contrastare le spinte demagogiche, populiste ed eversive che si manifestano con sempre più frequenza e protervia. Sinistra non è lamentarsi ma agire. Promettere e non mantenere. Sinistra non è un uomo solo al comando.

Perché dilungarsi ancora? La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti e la via d'uscita non è solo nelle mani di Renzi. Di unti dal signore non abbiamo più bisogno. Ha vinto, tralasciamo come e con quali regole. Ora faccia il suo mestiere di segretario di quello che resta uno dei partiti più importanti del Paese. Non è il mio partito ma le eventuali scelte le pago anche io, le paghiamo tutti.

8 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Sai Capo?
Non mi interessa molto sapere se Renzi sia di destra o di sinistra: credo si sia entrati in un'era post-ideologica, impensabile (forse) per chi come noi, da una parte o dall'altra, è cresciuto con una sorta di etichetta appiccicata sulla giacca.

Ma proprio ieri ho letto un post, che condivido, di Stefano Feltri sul "Il Fatto Quotidiano" che si poneva lo stesso problema.

E ancora ieri - relativamente agli "unti dal signore" che richiami in chiosa finele - ho sentito da Marco Damilano una frase di Gramsci (che non conoscevo) e che ti riporto, anche se - sono certa - potresti citarla a memoria: "... è progressivo il cesarismo, quando il suo intervento aiuta la forza progressiva a trionfare sia pure con certi compromessi e temperamenti limitativi della vittoria... si tratta di vedere se nella dialettica rivoluzione-restaurazione è l'elemento rivoluzione o quello restaurazione che prevale, poiché è certo che nel movimento storico non si torna mai indietro e non esistono restaurazioni in toto... del resto il cesarismo è una formula polemico-ideologica e non un canone di interpretazione storica".

Renzi potrebbe essere un Cesare da post-sinistra ideologica, anche se questo - lo capisco perfettamente - può addolorare e far sentire "orfani" chi al distintivo sulla giacca (e lo dico con il massimo rispetto) non riesce a rinunciare.

Ti abbraccio.

Gap ha detto...

Cara bastianella mia,
la risposta è nelle parole di Gramsci, si tratta di vedere se nella dialettica rivoluzione-restaurazione è l'elemento rivoluzione o quello restaurazione che prevale. Fino ad ora, in base ai pronunciamenti di Renzi e i suoi, siamo alla prevalenza dell'elemento restaurazione. Lo sai, tento sempre di basarmi su ciò che dicono le persone che chiamo in questione e le dichiarazioni di Renzi sull'articolo 18, sul sindacato, sulla sanità e altro non è che lascino spazio all'ottimismo. Sarei ben felice di rimangiarmi tutto.
Attendo sempre di rimangiarmi qualcosa ma, purtroppo, finora non è mai accaduto.

silvano ha detto...

Per rispondere a tutti e due, BC e Gap, dovrei scrivere un tomo, e sarebbe più semplice allora trovarsi e fare 4 chiacchiere.

Peccato che si sia lontani.

In ogni modo avete ragione paradossalmente entrambi, è che parlate su differenti livelli, o che io son diventato un democristiano da sacrestia.

Io non credo che Renzi sia un Cesare, e vedo anche pochissime somiglianze con berlusconi.

Renzi come politico ad oggi abbiamo potuto giudicarlo solo nella sua versione "destruens", per la "pars construens" vedremo, è appena cominciata.

Nel mettere all'angolo e battere la vecchia classe dirigente si è rivelato abile, altro non si può dire.

Ha poi una dote, oggettiva questa, sa comunicare e sa usare bene i media e questo è un plus.

Uno dei problemi Gap, della sinistra italiana, è che si trova ad agire in un paese che è chiaramente di centro destra, per convinzione (pochi), per abitudine (tanti), per ignavia (tantissimi).

Se continuiamo a votarci tu ed io rimarremo sempre tu ed io, avremo, come abbiamo sempre avuto, una vocazione minoritaria; oggi c'è un disperato bisogno di una sinistra a vocazione maggioritaria, perchè (se ci pensi) è dalla fine degli settanta che nella dialettica rivoluzione - restaurazione, la rivoluzione sta arretrando, ed è arretrata sino ad aver perso diritti che sembrava impensabile smarrire.

C'è bisogno di ridefinirsi, mollare le posizioni indifendibili (anche se giuste e sacrosante) e guadagnare nuovi diritti, provare a riguadagnare il terreno perduto, anche senza una carica frontale (bisogna essere consapevoli delle proprie forze e dei propri limiti), insomma è ora di fare e di far fare qualche passo avanti alla rivoluzione nell'eterna dialettica con la restaurazione.

Caspita, bisognerebbe proprio trovarsi, che il Tomo ve lo risparmio perchè vi voglio bene.

;)

Ernest ha detto...

Ciao Gap
quello che hai scritto dovrebbe essere preso come manifesto della sinistra... Renzi è un'altra cosa, è quello che disse di essere con Marchionne, colui che ha massacrato definitivamente i contratti dei lavoratori... diciamo che con questa elezione abbiamo dato la definitiva conferma della morte della sinistra. Poi sentire Civati dire che ora il partito è più forte fa cadere le braccia, speravo in una sua uscita da quel partito e la formazioni di un movimento, il programma lo hai già scritto tu direi che mancano gli interpreti come sempre.

Cri ha detto...

Su Renzi io sposo le parole di Pieraccioni. E non è una boutade, è un giudizio politico.

allelimo ha detto...

silvano, è inutile.
l'ideologia minoritaria è connaturata alla sinistra.
guarda il bel commento di ernest qui sopra: lui sperava in un'uscita dal partito di civati, con la formazione di un nuovo movimento zerovirgola.
cioè facciamo le primarie, e chi non è d'accordo con chi vince faccia l'ennesima scissione.

a questo punto ho la fortissima tentazione di arrendermi...
:-)

Gap ha detto...

Bentornato Allelimo. In quel che dici c'è del vero, purtroppo.

allelimo ha detto...

sono molto d'accordo sul purtroppo.