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giovedì 19 dicembre 2013

Quando i forconi fanno flop



Leggo su un giornale:
Giornalista- Quanto riceve al mese di Cig?
Forcone- Di cosa?
G. Di cassa integrazione guadagni.
F. Non lo so, la aspetto da un anno e mezzo e ancora non è arrivata.

Primo dubbio o obiezione. Se dopo un anno e mezzo non è arrivata la Cig o non è stata chiesta o non è stata concessa. In alternativa basta, teoricamente, fare una telefonata all’Inps per saperne di più. Volendo esagerare ci si potrebbe rivolgere ad un patronato dei tanti vituperati sindacati per essere assistiti.

G. I bambini vanno a scuola e mangiano alla mensa? Quanto costa?
F. Sì, vanno a scuola e mangiano alla mensa che costa per ciascuno 4 euro e 50, 13,50 euro al giorno.

Il cantante (?) Povia con i forconi
Secondo dubbio o obiezione. Ma a Torino, dove abita il suddetto forcone con moglie disoccupata, la mensa scolastica non è gratuita per chi non percepisce reddito? E rivolgersi all’ufficio scuola del Comune per far presente la situazione?

E qui mi fermo. Che in Italia ci siano problemi di questo genere è purtroppo vero ma l’esempio portato mi sembra un po’ campato in aria o, come minimo, di un imbranato di proporzioni colossali.

E poi, perché si continua a parlare di probabili infiltrazioni dell’estrema destra quando è dimostrato che principalmente sono militanti di destra camuffati o, come a Roma, militanti che rivendicano orgogliosamente la loro adesione a Casa Pound?

E’ vero, non bisogna lisciare il pelo ai contestatori e i manifestanti dovrebbero, come minimo, prendere le distanze da certi movimenti fascisti se è vero che sono apolitici. Ovvero dovrebbero dissociarsi da loro stessi.

2 commenti:

Ernest ha detto...

è una delle tante farse italiane, con tanto di tutti a casa rivolto anche ai grillini. Chi di casta ferisce...

Cri ha detto...

Straquoto Ernest!