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domenica 22 settembre 2013

Violenza, amori e abbandoni. Tre storie di donne dell'Ottocento

Il secolo è il 1800. Le tre donne protagoniste di tre storie non collegate tra loro, distanti, non di molto, temporalmente. Storie reali, ricavate da documenti di archivio, l'autore per il suo lavoro si è avvalso delle ricerche fatte presso la Biblioteca Labronica, l'Archivio Diocesano e l'Archivio di Stato. Baglini nella ricostruzione si fa guidare dalla sua sensibilità sociale e attenzione verso la problematica dei rapporti uomo-donna. La città una sola, Livorno. Storie reali, dicevamo, storie di donne che ad un certo punto della loro esistenza si trovano a scontrarsi, non per autonoma scelta, con la maldicenza, la violenza, la scarsa considerazione, gli interessi, la morale corrente. Costrette a mettere sempre le vite in piazza. Insomma, si potrebbe dire nulla di diverso da quanto accade ai nostri giorni.

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Ce le racconta con dovizia di particolari e occhio attento Mario Baglini. L'autore, professore di liceo e uomo politico, livornese d'adozione, non è nuovo a ricerche storiche su Livorno e i suoi cittadini. Oltre a saggi e articoli Baglini ha già pubblicato Livorno 1848. Le memorie di Giuliano Ricci.
In Violenze, amori e abbandoni indaga la condizione femminile nell'ottocento e lo fa bene, rende piano e scorrevole il parlare del secolo, avvolge e coinvolge il lettore negli scorci di vita delle protagoniste depurando e attualizzando nella giusta misura l'italiano del XIX secolo.

Nulla aggiungendo alle cronache, ci fa conoscere la piccola Amalia Matteini, una bambina figlia di devoti commercianti, non ancora affacciatasi all'adolescenza, narrandoci due anni della sua vita e della scoperta della crudeltà e della cattiveria, della violenza e della falsa morale della Chiesa dell’epoca (ma giureremmo che sia cambiato qualcosa?) Due anni diventati, purtroppo per lei, pubblici nella città labronica dell'ottocento. Alla fine della narrazione Amalia torna nel dimenticatoio come forse è successo nella vita reale, per quel che ne sappiamo. Ci resta il dubbio che quei due anni non sarà mancato qualcuno che glieli abbia rammentati in continuazione.

E sempre due anni coprono il racconto della vita di Angelica Palli, figlia di una famiglia in vista e abbastanza nota in città per le sue capacità poetiche e di come un tardo amore con un uomo ben più giovane le cambi l'esistenza. La resistenza della famiglia di lui, l'eredità, gli intrighi che travalicano le frontiere, ambasciatori, la chiesa (finanche Papa Gregorio XVI), la fuga. Ci sarebbero tutti gli elementi per un feuilleton solo che Angelica Palli lo ha vissuto realmente sulla sua pelle.

La terza donna, Elisabetta Sproni, giovane donna di 16 anni che va in sposa ad un trentacinquenne, altrettanto benestante, innamorato della giovinetta che invece nutre per l'uomo una chiara e netta avversione, è anch'essa appartenente alla buona società livornese e anche in questa storia è l'amore, o la mancanza, e gli interessi che spingono al matrimonio contro la volontà di Elisabetta, che guidano il racconto.

2 commenti:

Ernest ha detto...

credo davvero che sia un libro da leggere anche per i fatti che ogni giorno purtroppo leggiamo sui giornali
un saluto

Cri ha detto...

Affascinante. Non amo i racconti biografici, di norma, ma questi mi attirano. Credo che me lo cercherò, questo libro.