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martedì 10 settembre 2013

Suore e disabili: non meritavo tanti insulti



Con l’ultimo post penso di aver fatto il pieno di insulti. Non riesco ad immaginare,dopo il nazista che mi sono preso, che altro epiteto mi si possa affibbiare. Non credo che debba difendermi o rendere conto di qualcosa verso gente che ha letto superficialmente ciò che ho scritto. Posso capire ma, a mia volta, non giustificare chi si è permesso di giudicare non ciò che ho scritto bensì la persona e attribuirmi cose che non ho detto. Questo malvezzo dilagante e imperante di non ragionare ed insultare è una cosa molto irritante.
Sfido chiunque a trovare nel testo in questione, una parola negativa verso i portatori di handicap e verso i loro diritti. Sfido chiunque a dimostrare che io abbia detto che essi non debbano uscire dalle loro case o dagli istituti, insomma, che occorre tenerli nascosti. Posso capire e, in questo caso, giustificare l’astio dei parenti, degli insegnanti e degli operatori per un atteggiamento piuttosto ricorrente. Peccato che il vostro astio lo avete rivolto verso la persona sbagliata. Come difendo i diritti, negati, dei “disabili” è giusto e doveroso difendere anche i “diritti” degli altri. E si parlava di bambini, non di adulti in grado, si spera, di ragionare con la propria testa.
Le paure dei bambini spesso sono irrazionali e come tali vanno affrontate. Non basta loro spiegare e essere sicuri che la paura sia neutralizzata. Non basta dire che al buio non succede nulla per poter spegnere tranquillamente la luce quando vanno a letto. Occorre dare loro tempo di metabolizzare ciò che gli è stato detto. Di conseguenza non basta dire loro che il portatore di handicap è un bambino, un uomo o una donna come tutti noi e che ha solamente una malattia, è un processo lungo che ha i suoi tempi di maturazione anche perché i bimbi non vivono solo con mamma e papà, vivono nella società, con esempi positivi e negativi.
Nel caso specifico, fermo rimanendo l’inettitudine, l’improntitudine, della suora di Casamicciola, si contestava il linciaggio morale a cui la suora è stata sottoposta.
Una obiezione seria mi è stata fatta, e la condivido, che di sbagliato c’è un fatto di fondo: la festa dei disabili. L’ennesimo ghetto, recinto dove questi vengono rinchiusi.

5 commenti:

silvano ha detto...

quando si mette il dito nella piaga succede gap che le persone vadano fuori bersaglio. il politically correct, il negare le differenze, il far finta di essere evoluti non funziona se non in superficie e produce critiche e reazioni di superficie. pensare si fa fatica e le risposte stupide vengono da sole. questi fanno i campioni del moderno ed evoluto ma nn sanno di che parlano. apparenza e vuoto. ciao.

Bastian Cuntrari ha detto...

Mi spiace davvero che tu abbia ricevuto insulti per il semplice fatto di aver aperto una discussione: forse non siamo più capaci di scambiare serenamente opinioni, per quanto opposte.
Troppi talk-show, in cui quello che sbava e sbraita di più è il più fico?

Cri ha detto...

Io sono figlia di una disabile, sia pure non "impressionante": mia madre è solo cieca. Sono stata esposta alla sua vista e vicinanza tutta la vita, non ho avuto la possibilità di scegliere né qualcuno che mi tutelasse dalla sua presenza e soprattutto dalla sua influenza su di me. Infatti nel suo caso la sua disabilità fisica è stata la miccia che ha fatto esplodere una disabilità ben più terribile, quella psichica, che mi ha danneggiata moltissimo. Non c'è stata suora compassionevole (eppure io dalle suore sono andata a scuola, sono stata costretta ad andarci per tanti e tanti anni!) che mi abbia mai sottratta anche per un breve tempo alla mia vita con una disabile, nessuno che mi abbia fatto pigliare una boccata d'aria. Per quello, e non solo per quello, non ero d'accordo con quanto avevi scritto nel tuo post. Ma anche se non ho commentato, perché sentivo di non avere la serenità necessaria, e anche le forze, per discutere pacatamente della questione, non per questo non ho apprezzato la tua volontà di esprimere ed esplorare un diverso punto di vista. Lo dico sempre, io, che venir esposta sul web al conformismo mentale di quelli che la pensano come me sta sviluppandomi un istinto di bastian contrario ogni giorno più intenso, anche contro me stessa. Dunque stimo coloro nei quali ravviso la mia stessa tendenza, quando non è un contraddire per partito preso, ma un non voler portare il cervello all'ammasso. Purtroppo la rete, invece, nel delirio dei social, va completamente seguendo la corrente della reazione viscerale. E' curioso, leggere e scrivere dovrebbero esser pratiche che agevolano la speculazione riflessiva, la meditazione, e invece. Mi spiace di quello che ti è successo, e che a me, in varie modalità, è capitato più di qualche volta. So che fa male. Ti abbraccio, posso? E siccome è tanto che voglio abbracciare Luz, già che ci sei, puoi farlo tu per me? Grazie. :)

Ernest ha detto...

Ciao Gap
ho letto il post e mi dispiace per gli insulti che ti sei preso. Questa è la tanto amata e odiata rete e non solo direi è la gente.
Forse davvero non siamo (anzi non sono loro) capaci a discutere senza mandarsi a quel paese.
Tolto questo io non sono d'accordo con quella scuola. Come sai lavoro con persone disabili da un po' di anni,anche se questo non fa di me il detentore della verità, ti posso assicurare che ogni volta che abbiamo fatto gruppi misti di lavoro, progetti integrati etcc etcc non abbiamo mai avuto problemi. Anzi.
Credo che il vero problema lo rappresentino genitori, a volte i presidi e aggiungo come sempre...
Un saluto

Gap ha detto...

@ Erenst, "ti posso assicurare che ogni volta che abbiamo fatto gruppi misti di lavoro, progetti integrati etcc etcc non abbiamo mai avuto problemi. Anzi."
Mai detto il contrario.
@ per tutti, mi sembra che si continui a guardare il classico dito e non la luna. Mai detto ulla contro l'integrazione, contro i diritti, detto solo che vanno rispettate anche le sensibilità dei bambini. E che va dato loro il tempo di capire e di metabolizzare il "diverso".
@Cri, sei sicura che se non avessi avuto qualcuno vicino che si preoccupasse anche della tua "sensibilità" delle tue "esigenze" non sarebbe stato meglio anche per te?

Comunque non ci torno più sopra, mi tengo le mie idee e pippa.
Così tanto per dirlo. A 15/16 anni ho passato tanti sabato pomeriggio in un istituto di "spastici", come si diceva allora, gravi a fare quel che potevo.