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sabato 10 agosto 2013

Nuove strategie di comunicazione

Ormai è una moda. Tanto si è capito che con questo atteggiamento si ottengono più passaggi televisivi, più notizie sui quotidiani, più click sui filmati di You Tube, più rimbalzi su Fb e Twitter e in altro ogni dove. E' una moderna, non c'è altra spiegazione, strategia di comunicazione. L'abbandono del dibattito o l'esasperare l'avversario finché questi non sbrocca, offende, o quasi, e poi deve pure chiedere scusa.

Non farò nomi per non dare ulteriore visibilità ai lamentosi/e che sdegnati si alzano e vanno via, nemmeno a coloro che parlano, parlano fino a che l'avversario di turno non li apostrofa con un epiteto fin troppo gentile.

Succede più spesso agli esponenti di centro-destra, ma dal malvezzo non sono esenti nemmeno gli esponenti di centro-sinistra. Colpisce indiscriminatamente i due sessi e anche gli altri. Insomma non c'è scampo. L'abbandono è sempre dietro l'angolo, così come l'epiteto. Ma la cosa che ancor di più non sopporto sono le scuse successive. Perché scusarsi per aver detto la verità anche se in modo un po' rude? In fondo Gramsci (a cui chiedo scusa per averlo tirato in ballo in questo misero post quasi ferragostano) diceva che la verità è rivoluzionaria. Di questi tempi accontentiamoci almeno di questa infima rivoluzione.

So che è un richiamo alla memoria dei più grandicelli, ma voi vi immaginate Pajetta o Almirante, tanto per citare due politici antitetici e abbastanza rissosi, alzarsi e lasciare il dibattito? Ve li immaginate perdere un'occasione per accusare l'avversario di questo o di quello? Suvvia, siamo seri. Altra gente, altro spessore. Con forza delle idee, anche se non condivisibili, e non con un amore malato, e chissà quanto interessato (domanda puramente retorica), verso il capo.

2 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

No, Gap, non riesco ad immaginarmeli. E mi manca la forza delle loro idee - "anche se non condivisibili" - e il loro stile.

Minerva ha detto...

Questa del lasciare il dibattito è sempre una cosa che mi sconcerta. Una persona seria e in buona fede, secondo me, sta fino all'ultimo nella discussione e cerca di convincere il proprio interlocutore della giustezza delle proprie posizioni: non fa l'altezzosa sdegnata che se ne va. Queste sono macchiette, che andrebbero rieducate da giornalisti/conduttori all'interno di altre modalità comunicative (confronti a tempo, impossibilità di parlarsi l'uno sull'altro chiudendo temporaneamente il microfono a fine del proprio intervento, risposte dirette a domande dirette altrimenti si viene richiamati dal conduttore ecc.). Purtroppo prima bisognerebbe riformare/rieducare giornalisti/conduttori del dibattito. Che fatica!