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venerdì 30 agosto 2013

L’uomo che cammina



Parlare degli anarchici degli anni ’40 del secolo scorso è cosa perigliosa. Si rischia di bruciarsi indelebilmente e di farsi trascinare in polemiche senza fine da schieramenti ancora avversi. Ed è difficile anche prendere posizione sulla vera storia e identità politica dei personaggi. Quindi non sarà mio compito entrare nelle polemiche, mi limiterò a segnalare un libro scritto da un anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti d’America prima della seconda guerra mondiale. Un libro inedito in Italia ma che ebbe successo negli Usa e portò l’autore ad intrecciare la sua vita con quella di Arthur Miller. La riscoperta è dovuta alla casa editrice Erasmo di Livorno agitata e diretta da Franco Ferrucci. E l’autore, è ora di disvelarne il nome, è Ezio Taddei.

Taddei nato a Livorno nel 1895 (ed è grazie anche alla collaborazione dell’ Assessorato alle Culture del Comune di Livorno e dell’ISTORECO -Istituto Storico della Resistenza e di Storia Contemporanea nel Comune di Livorno- che è stata possibile la pubblicazione di questo volume) e morto a Roma nel 1956,  nacque alla politica come anarchico e morì come comunista nell’anno dei fatti d’Ungheria. Un cammino comune a molti anarchici che continuarono a venir visti con occhio dubbioso dal grande partito madre e padre della sinistra italiana. Al punto che su Taddei pende la condanna storica, documentatissima di inoppugnabili prove d’archivio, pronunciata da Luciano Canfora di essere stato al soldo dell’Ovra e di essere un provocatore fascista. Un personaggio discusso che ha comunque dato prova di essere un buono scrittore caduto nel dimenticatoio.

Non mi addentrerò nella trama, nei fatti e nei personaggi.
Il romanzo, L’uomo che cammina, scritto in forma autobiografica con pezzi di vita vera dell’autore, copre dal 1921 con la partecipazione ai moti di Genova e si snoda durante i 16 anni di carcere e confino a cui fu condannato dai Tribunali fascisti.  In questo lungo periodo ha modo di incontrare e scontrarsi con molti esponenti del Pci che condividevano con lui i luoghi dell’esilio e i vari istituti di pena. Lettura interessante e piacevole.L’uomo che cammina,  a detta del professor Bertoncini che ha curato la revisione del testo e la post-fazione, ha pagine che anticipano il “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi. In alcuni punti  ricorda  “Memorie di un barbiere” di Giovanni Germanetto o “Odissea rossa” di Didi Gnocchi sulla vita di Edmondo Peluso.

€14




















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