Pagine

lunedì 5 agosto 2013

Gervinho e Berlusconi

Ai più la foto di questo bel giovane non dirà nulla. Non è che ai tifosi della Roma dica qualcosa in più. Solo i più accaniti calciofili sanno chi è e dove ha giocato fino a ieri. Ma, come al solito, il problema non è questo ma le dichiarazioni che avrebbe fatto. Prendo spunto da ciò che avrebbe detto Gervais Yao Kouassi, detto Gervinho, per fare un posticino estivo, leggero. Il giovanotto ivoriano, a detta della stampa, si sarebbe lasciato andare un: "Era il mio sogno" (quello di giocare nella Roma). Ora qualcuno mi dovrebbe spiegare perché non c'è un solo giocatore di calcio nell'intero pianeta che abbia il coraggio di dire: "Per 2,7 milioni di euro all'anno per quattro anni avrei accettato anche di giocare nello Sgurgola Marsicana". E' un malvezzo dilagante, ammannire ai propri sostenitori frasi ad effetto che colpiscono i più ingenui o coloro disposti a credere a qualsiasi favoletta gli venga raccontata. Pensate se avesse detto: "All'Arsenal non mi trovavo bene, non mi sentivo apprezzato e non vedevo l'ora di andarmene. Spero di fare bene con la Roma. D'altronde non potevo rinunciare a tutti quei soldi".
Ma sarebbe chiedere troppo, come chiedere a Berlusconi di dire: "Ho tentato in tutti i modi di salvarmi dalla galera, ho perso ma continuerò a provare a salvare il culo grazie a tutti quelli che mi compro giorno per giorno".

Nessun commento: