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sabato 6 luglio 2013

Suicidi, scarpine e la capacità di comprensione di un testo

Il pezzullo scritto ieri sul giovane suicidatosi, e sulle scarpe di Lapo Elkann, ha avuto, su Globalist (ad ora) più di 800 "mi piace". Indubbiamente per uno che scrive dovrebbe far piacere ricevere apprezzamenti, invece non è così. E spiego anche perché.

Il pezzo è scritto  volutamente in maniera facile e, forse, ha tratto in inganno molti lettori, tenete presente che non tutti quelli che leggono esprimono un giudizio con il mi piace o commentando negativamente, di conseguenza i lettori in questione sono sicuramente di più. Ma oltre ad aver tratto in inganno chi leggeva, le reazioni al pezzo sono la dimostrazione che molti italiani non comprendono il testo di ciò che leggono.

Alcuni commenti pongono l'accento sul fatto che il giovane suicida abbia perso i mille euro al video poker o che sia un omicidio di Stato vista l'inerzia nella lotta a questa nuova piaga sociale. Entrambe le cose vengono dette nella prima frase del post, la critica verso il giovane e verso lo Stato accompagnata dal rimorso di un diciannovenne per il danno fatto all'intera famiglia. Nessuno che abbia sprecato una parola di comprensione, di umana pietas, invece un'ulteriore condanna quasi a dire "ha fatto bene a togliersi la vita".

Incidentalmente mi sono imbattuto nelle foto di Lapo Elkann e delle sue scarpine, ma nonostante abbia detto che al suo posto ci sarebbe potuto essere chiunque, per esempio la Loren e le sue acconciature anni 50 o la Pellegrini e la mania di trovarle un fidanzato a tutti i costi, e aver detto che della sua vita, dei suoi gusti non mi importava nulla, tutti a commentare la vita, i gusti, sessuali o meno, e le mitiche scarpine. Allora se non è incapacità di comprendere un testo cos'è questa reazione? Da una parte c'è chi si scatena contro il rampollo della Fiat e dall'altra quelli che lo difendono accampando la sua libertà di fare ciò che vuole. Non mi sembra di aver detto nulla di diverso.

In effetti mettevo solo a raffronto due mondi tanto vicini geograficamente ma tanto lontani economicamente e socialmente. Niente di più e niente di meno. Come ultima frase aggiungevo "Retorico, demagogico, tutto quello che volete, ma la realtà è questa". Ma qualcuno l'ha letta?

7 commenti:

Sandra M. ha detto...

C'è un mordi e fuggi anche della lettura, questo è.

Gap ha detto...

Sto facendo il pieno d'insulti, sempre su Globalist.

silvano ha detto...

Manco sapevo dell'esistenza di Globalist. Caro Gap, quei commenti sono la ragione principe per cui il mio profilo di Facebook è vuoto e non lo uso mai.

Già con un blog, si va incontro a incomprensioni, figurarsi quando si interagisce con platee più ampie.

Il punto evidente quando si scrive sul web è che non si viene realmente letti, non c'è quindi disponibilità empatica a capire quello che viene scritto, ma solo l'urgenza di esibire un'opinione spesso non richiesta e ancora più spesso fuori tema.

ciao, silvano.

Berica ha detto...

Pirandello scriveva che la verità non esiste.
Parafrasando: la realtà non esiste e anche quello che scriviamo non è nè vero, nè reale.
Esistono tante verità/realtà quante sono le persone.
Continuando a parafrasare: esistono tante interpretazioni diverse di quello che scriviamo, quanti sono i lettori.

lucky ha detto...

La verità esiste eccome, basta cercarla davvero. Ci vuole tempo, impegno e disponibilità a vederla.
Sui commenti all'articolo dico che non mi stupisco di nulla, siamo talmente abituati allo spostamento, che attuano sotto al nostro naso, della messa a fuoco della questione che non la vediamo più; ciechi come talpe vaghiamo al buio per abitudine.
Il mio pensiero va ai genitori e dico: state vicino ai vostri figli, fategli sentire tutto l'amore di cui siete capaci anche se sbagliano, vivono in un mondo che non dà punti di ancoraggio saldi nemmeno per chi in questi mari naviga da più anni.

Bastian Cuntrari ha detto...

Me la prendo tutta, caro Gap, la strigliata per il mio commento al tuo post precedente, ma... non ho ingrandito le foto di Lapo (mio errore) e non ho capito - quindi - che le famigerate scarpette fossero le sue (di Lapo).
Confesso: ho letto male il post, ma non frettolosamente.
Però - scusami - non ho intenzione di annoverarmi tra quegli "...italiani non comprendono il testo di ciò che leggono."
A meno che tu non ti riferissi solo ai commenti su Globalist.
Se è così, ho frainteso anche il senso di questo post.

Gap ha detto...

No Bastian, era riferito solo a Globalist. A te preferisco strigliarti per altri motivi.