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mercoledì 3 luglio 2013

Maschi in guerra contro le donne



Torno sull’argomento perché sembra che ci sia qualcuno che non vuole capire e, guarda caso, quel qualcuno è sempre un uomo.

Ma le donne vanno in giro vestite come puttane”, quante volte abbiamo sentito questa frase quasi, se non del tutto, a giustificazione di certi disdicevoli, ed è dire poco, atteggiamenti dei maschi. Anche questa frase nasconde una serie di luoghi comuni da far spavento. Iniziamo dal termine puttane, o sinonimo equivalente. Si parla delle puttane come se fossero cose e non persone. Quindi, in quanto cose, prive di anima, di dignità, di umanità e di sentimenti. In quanto cose disposte e atte a subire soprusi e maltrattamenti da parte dei maschi. Di conseguenza se “ti vesti come una puttana” anche tu sei passibile di essere trattata come una cosa. Di più, se ti vesti come una puttana è logico “che te la sei cercata”. La quadratura maschilista del cerchio.

Ma perché le donne vanno in giro vestite in quel modo?”. La domanda è ancora più insidiosa. Non è questo il luogo per un trattato socio-antropologico, e comunque c’è stato chi lo ha fatto sicuramente meglio di come lo farei io, ma qualche punto lo posso enunciare. Cari maschietti vi è passato per il cervellino che la donna è stata (e in molti casi lo è ancora) vittima di un certo animale chiamato uomo?  La donna considerata inferiore, che senza il maschio non poteva vivere, che doveva essere “mantenuta” e fare da serva, schiava al marito-padrone? E come fare se non mettendo in mostra le proprie grazie per farsi apprezzare? E poi, non vi passa per la testa che le donne esprimano con l’abbigliamento un senso di libertà, di allegria, che a noi uomini manca? Colorate, vestite o meno, esprimono qualcosa che noi non sappiamo estrinsecare. Nonostante tutto, la gioia di vivere.

Ma un maschio potrebbe andare in giro mostrando “il pacco” senza problemi?”. Sì, perché già accade. E poi, perché usare quel termine, pacco, così volgare, così cosa come dicevo sopra? Quanti bei ragazzi girano per le nostre strade strizzati in magliette più piccole di una taglia per mettere in mostra i muscoli e la mitica tartaruga? E le t-shirt con le mezze maniche risicate per far vedere i possenti bicipiti, spesso rovinati da tatuaggi di dubbio gusto? Però, cari maschi, pur se guardati, ammirati, lo siete sempre con discrezione, non sentirete nessuna donna fischiarvi dietro, gridarvi “a bono!”. E nemmeno puttano e men che meno una donna che vi metta una mano sul culo o sul vostro prezioso attributo. Per non parlare poi di una donna che stupra un uomo. Rendiamoci conto che sono più signorili di noi.

Ma c’è anche il maschilista che tenta di rivoltarti contro le stesse motivazioni delle donne. Sono quelli più subdoli, sono come coloro che iniziano il discorso con “non sono razzista però …” Costoro sono i peggiori perché nemmeno spiegandogli parola per parola, frase per frase, periodo per periodo, comprenderebbero il vero senso di ciò che hanno letto. Chiusi nella loro interpretazione da non accettare minimamente il pensiero divergente dal loro.

1 commento:

Cri ha detto...

Chi te l'ha detto che sono sempre ammirati con discrezione? Io, ogni volta che incontro per strada - di norma io in auto e lui a piedi - il biondo angelo machissimo diciassettenne compagno di scuola e amico di mia figlia uguale spiccicato a quello di Laguna Blu, glielo grido sempre: a bbonooooo!!!