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sabato 22 giugno 2013

Le lettere d'amore

Li vedo passare tutti i giorni, più volte al giorno. A volte mano nella mano, a volte vicini con il corpo anche se sembrano non toccarsi, silenziosi o ciarlieri, allegri ma anche no. Sono giovani, giovanissimi. Lei è carina, biondina, quasi esile. Lui, per come si concia, sembra quasi brutto ma è anche l'età ingrata che passa, quando non si è più adolescenti ma ancora non si è giovani sulla soglia dell'età adulta.
Ieri sono passati sotto il balcone, era sera, e discutevano. Altre volte ho colto parole, frasi tronche che non mi hanno mai permesso di capire. Ieri, invece, una frase intera, chiara, precisa: "E' successo tre anni fa". Lo ha detto lei, infastidita e arrabbiata, mentre lui la seguiva, indietro di un passo, a testa china, il volto nascosto dal cappellino da baseball messo a rovescio e di sbieco. Sembrava che, al punto di attraversare, le loro strade si dovessero dividere, ma non era così, lui si è avvicinato al cestino porta rifiuti per gettare qualcosa e poi, insieme, sono entrati nella gelateria.
"E' successo tre anni fa", come possono due ragazzini dirsi una frase del genere, tre anni sono una vita intera per chi ne ha tanto pochi. E cosa poi avranno da rinfacciarsi di tanto grave? Uno sguardo, una lettera, una poesia, un ancora più acerbo amore? Eppure in quella frase, detta con rabbia, c'era anche una richiesta di tranquillità.
Chissà cosa avranno fatto i due giovani una volta rientrati a casa, avranno continuato a parlarsi con il cellulare? Con Facebook o con gli Sms? Come si bruciano le tappe in questi tempi veloci. Una volta c'erano le lettere d'amore, le poesie e i tempi dilazionati e scanditi dalla vetustà dei mezzi di comunicazione. Non c'era il telefono, non perché non esistesse ma perché parlare al telefono voleva dirsi farsi ascoltare da tutta la famiglia e, principalmente, sentirsi dire di smettere perché il telefono costa.
Ma i giovani scrivono ancora lettere e poesie d'amore? Vergano parole e frasi che al momento sembrano bellissime, inarrivabili e che dopo anni fanno arrossire per l'ingenuità? Ed esistono ancora gli amici che  fanno gli scrivani e riempiono fogli di parole da dedicare a persone che nemmeno si conoscono?

4 commenti:

Cri ha detto...

No, perché la maggioranza è quasi analfabeta, e la minoranza è costituita da bimbiminkia che scrivono solo su FB o sul cell acronimi tipo TVUMDB o robe con la k infarcite di strafalcioni.
(Che odio il cappellino con la visiera rivoltata: di solito costituisce parte della divisa di una specifica e avvilente categoria di giovani deficienti)

Bastian Cuntrari ha detto...

Tenero e amaro questo post, Gap.
I giovani stanno perdendo molto in quest'epoca di sms et similia: io conservo ancora - tra le vecchie foto - un "bigliettino d'amore" in cui un mio compagno di classe si dichiarava e mi chiedeva: "Ci possiamo fidanzare?"
Lo mise nella tasca del grembiule che si lasciava in classe alla fine delle lezioni. Ero in prima media...

Gap ha detto...

Zitta Bastian, io ancora conservo le poesie ....

il monticiano ha detto...

Eppure quei tempi del telefono che costa e chi sta in casa ascolta quello che dici, non erano brutti come quelli attuali.
Non li rimpiango ma li ricordo sempre