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martedì 4 giugno 2013

La sentenza Eternit non piace ai padroni? Bene

E' un inno alla vita ha detto il magistrato Raffaele Guariniello per commentare la sentenza del processo Eternit. Belle parole dal Pubblico Ministero del processo, a Guariniello però fa da contraltare l'avvocato del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, condannato a 18 anni di carcere. Il legale, Astolfo Di Amato, si è dichiarato sconcertato e si è lasciato andare ad un commento a dir poco discutibile (cito a memoria), dopo questa sentenza chi mai vorrà venire ad investire in Italia? E poi, non contento, aggiunge anche che i padroni dell'Eternit hanno fatto 75 miliardi di investimenti senza ricavarne nulla.

Va bene tutto, l'avvocato difensore faccia il suo mestiere e si arrampichi sugli specchi, viene pagato per quello, ma far passare Schmidheiny e De Cartier per due filantropi mi sembra decisamente troppo. Troppo anche per il buon senso e per il dovere di un avvocato difensore. E, ammesso che sia vero che non abbiano ricavato nulla dal loro miliardario investimento, almeno non ne sono rimasti vittima come i molti operai, familiari e semplici cittadini che con la nefasta materia prima non hanno avuto nulla a che fare. De Cartier è morto a 92 anni e Schmidheiny è ancora in vita.

L'altra affermazione dell'avvocato che stupisce è quella relativa a chi vorrà fare investimenti in Italia dopo questa sentenza. Il legale dà quasi per scontato che per fare profitti si debba violare la legge e non salvaguardare la vita degli operai, impiegati e nemmeno l'ambiente. Una concezione dell'industrializzazione perlomeno antica. Ferma agli anni in cui certe sensibilità, sicurezza sul lavoro non le dice nulla caro avvocato?, non c'erano o non si potevano professare. Certo, in Italia e nel mondo, non mancano campioni di questa razza che mai si estinguerà, quelli che non vogliono dare diritti e che tentano in tutti i modi di togliere quelli faticosamente conquistati. Quelli che il profitto innanzitutto, quelli che ciò che è mio è mio e ciò che è tuo lo diventerà, compresa la vita. No, sono sicuro che l'avvocato D'Astolfo si è lasciato trascinare dall'evento, sono sicuro che non intendesse nulla di tutto ciò. E, dando la buonafede a tutti, mi attendo una sua dichiarazione che smentisca le sue stesse affermazioni, o perlomeno che ne attenui la portata.

6 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Hai ragione. Anch'io sono rimasta colpita dall'affermazione dell'avvocato.
E mi domando ingenuamente: "Ma chi vuole investire in Italia lo fa solo perché le nostre leggi consentono di fare quello che altrove non sarebbe concesso?" Se così fosse, Stephan Schmidheiny investa nella sua verde Svizzera. E poi non si lamenti se Heidi e le caprette che fanno "ciao" lo prendono a calci in culo.

Gap ha detto...

Stai diventando una blecbloc.

Bastian Cuntrari ha detto...

Assolutamente no! E lo sai bene.

O.T.: buona magnata...

Ernest ha detto...

non so magari quell avvocato è abituato al paese della legge che non conta quindi...

Alessandra Villani ha detto...

Ho letto "La lana della salamandra" e ne sono rimasta impressionata: la sentenza, seppure come minimo DOVUTA, potrà alleviare solo in piccola parte le sofferenze patite. Loro SAPEVANO e sono andati avanti per anni ad avvelenare persone. E si permettono di parlare di investimenti? Scusate ma non lo accetto! Ale

Alessandra Villani ha detto...

Ho letto "La lana della salamandra" e ne sono rimasta impressionata: la sentenza, seppure come minimo DOVUTA, potrà alleviare solo in piccola parte le sofferenze patite. Loro SAPEVANO e sono andati avanti per anni ad avvelenare persone. E si permettono di parlare di investimenti? Scusate ma non lo accetto! Ale