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sabato 11 maggio 2013

Roma

Roma, una della tante giornate che la splendida, magnifica, unica, eterna città può offrire. A piedi da Testaccio, viale Trastevere, fino a palazzo Chigi e dintorni. Appunti di una lunga passeggiata.
Cielo coperto a tratti e caldo, anch'esso a tratti, soffocante. Abbigliamenti vari, dalle nordiche giovinette in canottiera alle nostrane signore coperte oltre misura.
Negozi chiusi, ma non per turno, proprio chiusi, abbandonati, chiari ed evidenti segni di una crisi che imperversa.
Sopravvive qualche nasone, fontanelle pubbliche per i non romani, ma scarseggiano le panchine.
Un barbone si cura un piede ferito, una bottiglietta d'acqua e un fazzolettino per togliere il sangue.
Poco più in là un uomo chiede l'elemosina. A guardarlo non lo avresti mai creduto, un insospettabile bisognoso che con dignità stende la mano.
Un palazzo, l'ex stazione ferroviaria di Trastevere, dove fino a qualche anno fa stazionava una locomotiva a vapore, portata altrove in attesa di esporla di nuovo chissà dove, va lentamente in malora. Gli alberi e gli arbusti hanno ormai invaso con i loro rami la strada. Porte murate e un povero vigilante dentro una utilitaria fa la guardia al disfacimento.
Islamici per strada ma anche ebrei con tanto di cernecchi.
Un chiosco di fiori bello, grande e profumato. Peccato che mi abbia fatto pensare ad un cimitero.
Le immancabili adolescenti abbigliate come le loro sorelle più grandi e le altrettanto immancabili signore agghindate come le adolescenti che potrebbero essere loro nipoti. E' triste non rassegnarsi al passare del tempo.
Il Tevere, che pur non essendo più da tempo biondo, conserva il suo fascino, specialmente all'altezza dell'isola Tiberina.
I lavori per il prolungamento del tram che porterà fino a Piazza Venezia.
Un giro per le strade e i vicoli fino a Palazzo Chigi. Tanta gente, tanti turisti italiani e stranieri, come tutta Roma. Nessuna traccia dei colpi di pistola della scorsa settimana. Vigilanza aumentata ma tutto sommato discreta.
Barboni, homeless, clochard, senza casa. Chiamateli come volete ma sono sempre di più. E i turisti che li guardano come se fossero una prerogativa italiana.
Sempre più mises improponibili, non solo per le donne. L'importante è farsi notare. L'apparenza più dell'essere.
Ancora c'è chi fa i tarocchi sotto la Galleria Alberto Sordi. E, cosa più stupefacente, c'è chi ancora si siede sullo sgabello.
Un incontro madre-figlia. La bambina in giro con la scuola, la madre in giro con l'amica. Tanti baci della bimba alla madre. tanti quanti ne può dare una figlia.
I palazzi, i ruderi, l'aria di Roma.
Un signore di una certa età parla di intellighenzia con sua moglie (compagna, amica non cambia la sostanza). Gli avrei voluto chiedere che fine ha fatto.
Piazza santi Apostoli. Non per condivisione ma per incontrare un conoscente. Sono fuggito prima che prendesse la parola la rappresentante del pensiero vacuo, Concita De Gregorio. Certo se SeL e la sinistra si sentono rappresentati da costei perderemo altre possibilità.
Belle le parole di Azeb Lucà Trombetta della Rete Seconde Generazioni.

Domani 12 maggio è l'anniversario dell'uccisione di Giorgiana Masi. E, nonostante tutto, si scende in piazza. Sarà una levataccia per chi abita fuori Roma, ma tenteremo di esserci comunque.
Ciao Roma.

P.S. Solo parole e niente immagini. Ho dimenticato lo strumento a casa e pubblicare foto da internet mi sembra inutile.


3 commenti:

Cri ha detto...

Le parole una volta avevano proprio il compito di portare idealmente le immagini. E spesso sapevano farlo molto meglio di un'istantanea. A quello servivano: a raccontare, descrivere, trasmettere.
Anche io non faccio quasi mai foto, preferisco starci dentro alle cose, e poi magari riviverle usando ancora questi vetusti, alati strumenti (con maggiore o minore abilità: pazienza).
(Domani alle nove è una levataccia anche per me che a Roma ci abito ma sono donna pigra, specialmente di domenica. Tenterò di venirci anch'io; e non solo per Giorgiana)

Claudio Bassignana ha detto...

mi vien da dire che purtroppo la sinistra in Italia, la "vera" sinistra di lotta, non è purtroppo più rappresentata da nessuno...almeno x me..

il Russo ha detto...

Solo Remotti vale un 10 a Roma.