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mercoledì 15 maggio 2013

Processi, persecuzioni e morale

L'Italia è piena di industriali, finanzieri, faccendieri, intrallazzatori e altro ancora andati a processo, inquisiti, condannati, in attesa di giudizio, assolti, prescritti, amnistiati, indultati e pochissimi in galera e se ci sono andati è solo per pochi giorni, al massimo mesi. Ma solo uno grida sempre con più veemenza alla persecuzione.
Innanzitutto è il solo, o tra i pochissimi, inquisito anche per reati non connessi allo svolgimento delle proprie funzioni, e ciò dovrebbe far venire qualche dubbio. Poi è il solo che per difendersi ha a disposizione giornali, radio, televisioni e un terzo del Parlamento. A essere buoni ciò si può chiamare anomalia, distorsione del sistema democratico.
Sicuramente è il solo, perlomeno nel mondo occidentale, ad avere una situazione processuale del genere, come è il solo che può indire una manifestazione di partito per proclamare la sua innocenza e a cui partecipano ministri del governo, da lui indicati, che protestano contro un corpo dello stesso Stato che dovrebbero difendere e far progredire. Come lo chiamereste voi?
Vogliamo poi parlare della pretesa di non volere in piazza coloro che non sono d'accordo e protestano verso le loro proteste? No, non è cambiato nulla. Egli resta comunque colui che ha in mano le sorti di questo paese, colui che stringe nelle mani il potere e che non ha nessuna intenzione di lasciarlo ad altri.

Il bello è che trova sempre e comunque chi, volente o nolente, per scarsa lungimiranza politica o addirittura complicità gli lascia campo libero.

Non vogliamo parlare di processi? Va bene, parliamo della morale. Continuo a chiedermi se un vostro zio, un nonno, un padre, si comportasse come il signore in questione sareste, cari italiani, altrettanto indulgenti e giustificatori? Oppure non vi farebbe schifo e avreste già tentato le vie dei tribunali per far sì che il parente vizioso fosse interdetto per evitare che sperperi i denari fin qui raccolti? O per evitare che getti discredito sulla vostra famiglia?

3 commenti:

Cri ha detto...

Sta lì il busillis: il "se un vostro zio, nonno, padre, si comportasse come il signore in questione" lascia il tempo che trova, con gli italioti che lo votano e anche, sospetto, con una larga parte degli italioti che non lo votano: perché l'indulgenza di costoro nei suoi riguardi arriva a far loro negare l'evidenza. Essi, per non esser costretti a porsi la domanda che poni tu, semplicemente evitano di credere alla realtà emerse in sede processuale, e anche extra processuale. Non è vero niente, Silvio è una brava persona, tanto simpatica, coraggiosa e capace, perseguitata a causa delle sue superiori qualità come Cristo ai suoi tempi. E davanti alla fede cieca che vuoi fare?

Bastian Cuntrari ha detto...

Caro Gap, ti adoro perché continui a vivere sulle nuvole.
Certamente: se i nostri zii, padri, nonni, etc. si comportassero così ovviamente avremmo già in tasca la sentenza di interdizione.

Ma gli zii, padri e nonni di quelli che lo "amano" sono altro: lui certamente a loro non fa schifo (e magari vorrebbero potersi comportare come lui) e non solo!
Ma li hai dimenticati questi?

Gap ha detto...

Bastian, come potrei dimenticarli?
Eh se ne abbiamo già parlato!!!