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mercoledì 1 maggio 2013


Inno dei pezzenti - (Marsigliese dei lavoratori)
di Carlo Monticelli e Guglielmo Vecchi (1895)

"Noi siamo i poveri, siamo i pezzenti,
la sporca plebe di questa età,
la schiera innumere dei sofferenti
per cui la vita gioie non ha.
Nel crudo inverno la nostra prole
per lunga inedia languir vediam;
solo pei ricchi risplende il sole,
mentre essi esultan noi fame abbiam.

Pur natura a tutti uguali
dié diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovraltro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Triste spettacolo le nostre donne,
per noi primizie non han d'amor;
ancora impuberi, sciolte le gonne,
si danno in braccio di lor signor.
Son nostre figlie le prostitute
che muoion tisiche negli ospedal;
le disgraziate si son vendute
per una cena, per un grembial.

Pur natura a tutti uguali
dié diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovraltro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Di patria al nome talor sospinti
contro altri popoli noi si pugnò,
ma vincitori fossimo o vinti
la nostra sorte mai non cangiò.
Tedesco od italo, se v'ha padrone
il sangue nostro deve succhiar;
la patria libera è un'irrisione,
se ancora il basto ci fa portar.

Pur natura a tutti uguali
dié diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovraltro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Nelle officine, sui monti e piani,
giù nelle mine sudiam sudiam,
ma delle nostre fatiche immani
il frutto intiero non raccogliam.
Poi fatti vecchi veniam rinchiusi
dentro ai ricoveri di carità
e sul berretto di noi reclusi
bollano i ricchi la lor pietà.

Pur natura a tutti uguali
dié diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovraltro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Ah se sperare non è follia
nella giustizia dell'avvenir,
del privilegio di tirannia
il turpe regno dovrà finir!
Le nostre lagrime, gli stenti, l'onte,
le gravi ambasce finir dovrai;
noi già leviamo balda la fronte,
per salutar l'astro lontan.

Pur natura a tutti uguali
dié diritti sulla terra.
Noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.
Non sia pace fra i mortali
finché un uom sovraltro imperi;
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator"


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