Pagine

domenica 7 aprile 2013

Una nuova sinistra

Il momento è propizio. C'è poco da fare, forse è l'ultima occasione per dare una scossa al mondo politico del nostro Paese.

La situazione è stagnante. Anche a voler essere buoni, il ciclone Grillo, volendogli dare credito, non ha portato nulla di nuovo. Anzi, se possibile, ha aumentato la stagnazione e ha effettivamente aiutato Silvio Berlusconi a tornare e rimanere in sella. La demagogia di Grillo sommata a quella del Cavaliere. Devastante. La miopia politica del comico rasenta il patologico, sempre a voler essere buoni e dare la buonafede. E' oltremodo preoccupante nel momento in cui si pensa che agisce non in buonafede ma per scelta convinta. Non ci resta altra soluzione che sperare nella resipiscenza degli italiani, del riuscire a portare a votare i nostri connazionali rimasti a casa alle ultime consultazioni. Ma come fare? Provo a lanciare l'idea.

Stabilito che quelli della nostra età non volevano morire democristiani mi sembra il caso di enunciare che non voglio morire renziano. Che alla fin fine equivale a democristiano. Allora che fare? Sciogliere il Pd. Elementare. I destri a destra, i centristi al centro e ciò che resta del Pd a sinistra. Ma quale sinistra?
Nuova, che racchiuda all'interno ciò che resta delle varie anime, senza personalismi, settarismi e voglia di prevalere. Una sinistra che raccolga anche le cosiddette ali estreme che dovrebbero rinunciare alla loro particolarità per il bene di tutti. Un partito che non potrà essere il Pci+il Psi (quello vero)+ altri ancora. No, ciò che è stato non potrà essere, ma ciò che non è stato potrà essere.

Immaginatevi una grande convention dove le diverse anime si confrontino e siano capaci di elaborare un programma comune di non più di dieci punti che dovrebbe essere la base del programma elettorale. Pensate veramente che non si troverebbero italiani di buona volontà che lo porterebbero avanti? Ma per realizzare ciò si deve partire da un punto fermo. Un passo indietro da parte di tutti coloro che hanno retto i destini dei partiti fino ad ora. E tanto per non fare nomi, Bersani, a cui va il massimo rispetto per essere stato l'unico politico su piazza con un'idea istituzionale e politica valida, Vendola, Ferrero, Diliberto, Ingroia, Rizzo, Nencini e altri ancora. Non mandarli a casa, ma solo a ricoprire posizioni di rincalzo, padri nobili (e meno) di un nuovo partito che unifichi i frammenti, i restauratori di una idea, rivista e corretta per accontentare tutti ma che parte da una base condivisa. Il rispetto, i bisogni, del popolo.

Occorre rifondare, partendo dalla Costituzione, lo Stato. Non mettere paletti ma intere staccionate che delimitino le cose da fare, e per alcuni anche le cose da dire. Un ritorno ad un sano e necessario antifascismo che tolga di mezzo tutto ciò che impropriamente è stato sdoganato. Una rivalutazione del ruolo del sindacato e delle relazioni con il mondo padronale. Un ritorno alla cultura di massa, alla sanità per tutti. Una nuova e più giusta tassazione, chi più ha più paga e chi non paga in moneta paga in privazione della libertà (inutile girarci intorno, fai l'emulo di Al Capone? Se ti piglio fai la stessa fine).

Riportare quindi l'uomo al centro del progetto a discapito della legge dell'accumulo. Non ci vorrebbe molto. Solo un po' di buona volontà e di umiltà.

6 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Una domanda non provocatoria, Gap: è solo una mia curiosità.
Visto che i "padri nobili" che hai citato (Bersani, Vendola, Ferrero, Diliberto, Ingroia, Rizzo, Nencini...) dovrebbero farsi da parte, puoi farmi il nome di chi ti piacerebbe si facesse invece avanti?

il monticiano ha detto...

Ottima idea!!!
Occrre fare quello che tu scrivi ma per favore che si faccia presto.

Cri ha detto...

Io sono d'accordissimo. Peraltro qualcuno mi dica, per pietà, che quello che sta facendo oggi Franceschini è solo ammuina, altrimenti del PD non resteranno manco particelle subatomiche e al prossimo giro di valzer la mummia de Arcore piglierà il sessantacinque per cento dei consensi. E ribadisco, come sto facendo ovunque, che se si va a votare e si deve scegliere tra Renzi, Grillo e il berlusca io manco mi scomodo ad uscire di casa, muoia Sansone con la mascella d'asino e tutti i filistei.

silvano ha detto...

Mancano le persone per fare la nuova sinistra, nel senso che mancano proprio gli elettori ancor prima dei dirigenti.

E poi non sono d'accordo con l'idea tutta italiana che all'interno di un partito non possano democraticamente convivere le varie anime, per cui il PD avrà un'anima di sinistra, una di centro e una di destra.

Difficile accettare di votare Renzi se vincerà le primarie, difficile per altri votare Bersani o chi per lui, difficile votare Vendola per un renziano etc., ma se la risposta dopo quasi 100 anni dal Congresso di Livorno non è cambiata e ancora una volta ci si scinde, non si va da nessuna parte, meglio chiudere bottega.

ciao, silvano.

Bastian Cuntrari ha detto...

Che fai? Lanci il sasso e nascondi la mano?
E allora, Barca - per esempio - ti piace?

Gap ha detto...

No Bastian, rifletto.